“C’è una domanda che non possiamo più rimandare, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni dei rappresentanti del Comune di Trieste e di Trieste Trasporti, nonché delle ben poco incoraggianti ipotesi sul futuro della storica trenovia giuliana: la Giunta del Friuli Venezia Giulia crede ancora nel tram di Opicina?”.
Un interrogativo molto semplice, ma al tempo stesso piuttosto significativo, che la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) pone all’Esecutivo Fvg nel testo di un’interrogazione da lei stessa depositata per fare chiarezza sul futuro della linea.
“Parliamo – aggiunge l’esponente pentastellata, facendo riferimento ai contenuti della sua istanza – di un’infrastruttura inaugurata nel 1902, simbolo della città e tornata finalmente in servizio dopo quasi nove anni di stop. Oggi, però, a poco più di un anno dalla sua riattivazione, si ritorna a parlare di possibili cambiamenti nella gestione, di un utilizzo esclusivamente turistico e persino della cessione della linea”.
“Il tram di Opicina non è soltanto un’attrazione per i visitatori, ma costituisce un vero e proprio servizio di trasporto pubblico per i residenti – precisa Capozzi – che consente di raggiungere anche alcune zone del territorio non servite dalle linee degli autobus. Trasformarlo esclusivamente in un servizio turistico significherebbe quindi privare una parte della cittadinanza di un collegamento importante”.
“Vogliamo quindi sapere – dettaglia l’intervento – quali siano le intenzioni della Regione e a che punto siano le interlocuzioni con Comune di Trieste, Trieste Trasporti, Fondazione FS e gli altri soggetti eventualmente interessati. Chiediamo inoltre di rendere pubblici i risultati della sperimentazione del ‘Tram Tour’ dell’estate 2025, sulla quale la Giunta aveva già dichiarato di voler fare le proprie valutazioni”.
“Il tram di Opicina – sottolinea ancora la rappresentante del M5S – non è soltanto un mezzo di trasporto: è un bene storico e uno dei simboli di Trieste. È giusto interrogarsi sui costi e sulla sua gestione, ma serve una visione chiara sul suo futuro e soprattutto un confronto trasparente con la città”.
“Se si sta realmente valutando una modifica radicale dell’attuale gestione, riteniamo doveroso coinvolgere i cittadini – conclude Capozzi – attraverso le forme di consultazione previste dallo Statuto comunale di Trieste. Prima di decidere il futuro del Tram di Opicina, perciò, la Regione Fvg dica chiaramente se intende continuare a investirci oppure no”.



