lunedì, 9 Febbraio 2026
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Sicurezza, Capozzi (M5S): Necessarie politiche integrate, non repressione

“La sicurezza non si costruisce alimentando contrapposizioni o semplificazioni, ma investendo al contrario in politiche integrate che tengano insieme legalità, inclusione, diritti e responsabilità. Questa mozione non è in grado di offrire una risposta equilibrata, efficace e costituzionalmente solida alle sfide che abbiamo di fronte”.

La consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), impegnata quest’oggi nell’emiciclo di piazza Oberdan a Trieste nella seduta dell’Assemblea legislativa, si è espressa in maniera categorica riguardo l’istanza presentata sul tema del potenziamento degli organici per la sicurezza.

“Sono intervenuta per esprimere la mia contrarietà alla mozione presentata dai colleghi Novelli e Di Bert. Una contrarietà – aggiunge l’esponente pentastellata in una nota stampa – che nasce non certamente da una sottovalutazione dei temi della sicurezza o della legalità ma legata, invece, a una profonda distanza rispetto all’impostazione culturale, politica e metodologica che la mozione stessa propone”.

“In primo luogo, questa iniziativa costruisce un’associazione costante tra immigrazione e criminalità – precisa Capozzi – che, però, non è supportata da dati oggettivi, analisi statistiche o riferimenti verificabili. Si tratta di un’impostazione che rischia di semplificare in modo fuorviante un fenomeno complesso e, al tempo stesso, di alimentare stereotipi che non aiutano né la sicurezza, né tantomeno la coesione sociale. Al contrario, questo tipo di narrazione può generare tensioni sociali, rafforzando paure e pregiudizi, indebolendo quei percorsi di integrazione che sono, invece, parte essenziale di una società più sicura e più giusta”.

“Colpisce, inoltre, l’uso di espressioni come ‘immigrati refrattari a qualunque percorso di integrazione’: una formulazione – evidenzia ancora l’intervento – che non è neutra, né descrittiva, ma fortemente valutativa. Un linguaggio di questo tipo appartiene più alla dimensione della propaganda politica che a quella dell’analisi seria dei problemi e rischia di etichettare intere persone o comunità sulla base di giudizi generici, senza distinguere situazioni, responsabilità individuali e contesti sociali”.

“Un ulteriore elemento critico – sottolinea la rappresentante delM5S – riguarda l’impostazione complessiva della mozione, che si concentra esclusivamente su misure coercitive e di controllo. Non vi è alcun riferimento a politiche di integrazione sociale e lavorativa – in particolare, rivolte ai minori e alle seconde generazioni – né a strumenti di prevenzione educativa, mediazione culturale o inclusione territoriale. È una visione parziale, che affronta il tema della sicurezza solo sul piano repressivo, ignorando completamente il ruolo fondamentale che le politiche sociali, educative e culturali hanno nella prevenzione dei conflitti e dei fenomeni di marginalità”.

“Destano, inoltre, una forte perplessità anche le proposte di stipulare accordi con aziende di vigilanza privata. Questa ipotesi apre questioni rilevanti di competenza e legittimità istituzionale, poiché la sicurezza pubblica – conclude Capozzi – è prerogativa dello Stato, e non può essere delegata o surrogata da soggetti privati senza rischi evidenti. Infine, emerge il pericolo concreto di una progressiva privatizzazione della sicurezza, che potrebbe generare disparità territoriali, trattamenti differenziati tra cittadini e potenziali conflitti normativi, oltre a una confusione di ruoli e responsabilità”.

Vannacci, Capozzi (M5S): Ok parole Fedriga, ma si condanni ogni trasformismo

“Accogliamo e condividiamo le dichiarazioni del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha definito inaccettabile il comportamento dell’eurodeputato Vannacci, invitandolo a lasciare il proprio incarico e parlando apertamente di tradimento politico”.

“La coerenza, in politica, è un valore fondamentale. Chi viene eletto grazie a un progetto politico e a una comunità di elettori – rimarca, attraverso una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) – ha il dovere di rispettarne il mandato, senza trasformare le istituzioni in uno spazio di opportunismo personale”.

“Proprio per questo motivo, tuttavia, non possiamo non rilevare un’evidente contraddizione. Lo stesso schieramento che oggi condanna il cambio di casacca – aggiunge l’esponente pentastellata – ha accolto, sostenuto e valorizzato numerosi esponenti politici che hanno costruito il proprio percorso pubblico, passando da uno schieramento all’altro: da Rizzetto, slittato dal MoVimento 5 Stelle a Fratelli d’Italia, a Maurmair, dal Patto per l’Autonomia a Fratelli d’Italia, fino a De Monte, transitata da svariate esperienze nel Centrosinistra a Forza Italia”.

“Questi passaggi – stigmatizza Capozzi – non possono e non devono essere giudicati in modo selettivo, a seconda delle convenienze del momento”.

“Noi ci spendiamo da sempre per contrastare il trasformismo e il cambio di casacca, perché crediamo che la coerenza politica – sottolinea la rappresentante del M5S – costituisca un elemento essenziale della credibilità delle istituzioni e del rispetto verso gli elettori”.

“Proprio per questo motivo – conclude Capozzi – vogliamo evidenziare con chiarezza questo concetto: bene le parole di Fedriga sul valore della lealtà politica ma, affinché perché siano davvero credibili, devono valere per tutti. Sempre, e non solo quando fa comodo”.

Salute, Capozzi (M5S): Da Giunta Fvg solo misure pezza, urge cambio di rotta

“Il nostro voto favorevole a questo ddl non nasce certo dalla condivisione della gestione della sanità regionale, dalla quale ci separa comunque una distanza politica profonda e ormai evidente, ma esclusivamente da un senso di responsabilità verso i territori e i cittadini”.

Relatrice di opposizione per il Gruppo Misto sul disegno di legge 72 (contenente misure, definite urgenti e straordinarie, sul tema di tutela della salute con la possibilità per gli enti del Ssr di conferire incarichi a professionisti di Medicina generale in quiescenza), la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) riprende in una nota stampa i passaggi principali del testo da lei predisposto in occasione dell’odierna discussione da parte dell’Aula.

“Questo provvedimento – aggiunge l’esponente pentastellata – costituisce certamente una risposta davanti a una grave carenza. Tuttavia, si tratta di una risposta che ci riporta a misure emergenziali già viste in passato, in particolare durante la fase più critica della pandemia: l’utilizzo di medici in quiescenza per far fronte a problemi strutturali. È evidente che si tratta di una pezza, non di una soluzione”.

“Una crisi di questo tipo – sottolinea Capozzi – richiederebbe invece interventi strutturali e programmati, non certamente provvedimenti tampone reiterati nel tempo. Questo ddl, al tempo stesso, ha rappresento anche il segno di una Maggioranza che non sostiene più in modo compatto il proprio assessore”.

“Abbiamo quindi votato a favore – sottolinea la rappresentante del M5S – per evitare che interi territori e migliaia di cittadini si ritrovino ulteriormente scoperti”.

“Restiamo comunque convinti – conclude Capozzi – che il Friuli Venezia Giulia abbia bisogno di un cambio di rotta immediato nella gestione della sanità”.

“La manovra di guerra – come tolgono i soldi agli italiani per spenderli in armi” arriva in Friuli Venezia Giulia!

Dopo la grande partecipazione e l’attenzione suscitata a Milano, il tour al Nord de “La manovra di guerra – come tolgono i soldi agli italiani per spenderli in armi” prosegue con nuove tappe e nuovi confronti con cittadine e cittadini. Questo tour nasce per fare chiarezza sulla manovra economica del Governo di Giorgia Meloni, per spiegare cosa c’è davvero dietro queste scelte di politica economica, per raccontare chi paga il conto, e per riaprire un dibattito che il Governo continua a ignorare.

​La prossima tappa sarà a TRIESTE venerdì 6 febbraio alle 18:30 presso il Teatro dei Fabbri (via dei Fabbri 2/a, Trieste).
I posti a sedere saranno assegnati in base all’ordine di arrivo, fino a esaurimento della disponibilità in sala.
È prevista la prenotazione, che garantisce l’ingresso entro le ore 18:15.
Dopo tale orario, l’accesso sarà consentito anche a chi non si è registrato, compatibilmente con la capienza residua della sala.

Registrati qui per partecipare in presenza: https://forms.gle/8JzCpNcNthhiMJca8

Informarsi è un atto politico. Partecipare è il primo passo per cambiare le cose.

Trieste Venerdì 6 febbraio ore 18.30
Teatro dei Fabbri, Via dei Fabbri, 2/A, 34124, Trieste
Modera Elena Danielis, coordinatrice regionale
Intervengono 
Gaetano Pedullà
, eurodeputato e delegato per la circoscrizione Nord
Rosaria Capozzi
, capogruppo M5S Regione FVG
Alessandra Richetti
, consigliera al comune di Trieste
Francesco Silvestri
, capogruppo commissione Esteri Camera
Riccardo Ricciardi
, capogruppo Camera
Stefano Patuanelli
, capogruppo Senato

Rizzani de Eccher, Capozzi (M5S): Giunta chiarisca su stop cantieri e occupazione

“Sono necessarie risposte rapide e trasparenti per evitare che una crisi aziendale si traduca in un danno per i servizi pubblici e per l’occupazione del nostro territorio”.

Le auspica, attendendo un esito in tempi brevi, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che, attraverso una nota stampa, spiega i contenuti di un’interrogazione tematica depositata all’attenzione dell’Esecutivo del Friuli Venezia Giulia “per fare piena luce sulle conseguenze della crisi finanziaria della Rizzani de Eccher S.p.A. di Udine, storico gruppo delle costruzioni coinvolto in numerose opere pubbliche strategiche sul territorio regionale e interregionale”.

“Nonostante l’omologa dell’accordo di ristrutturazione del debito da parte del Tribunale di Udine nel novembre 2024, e anche l’ingresso di nuovi soggetti finanziari nel capitale della società, permangono forti incertezze – aggiunge l’esponente pentastellata – riguardo la continuità operativa dell’azienda e l’impatto che tale situazione sta già producendo su cantieri, lavoratori e cittadini”.

“Preoccupano, in particolare, i ritardi – precisa Capozzi – e i blocchi di importanti opere pubbliche, tra le quali il cantiere per la ricostruzione dell’ospedale di Cattinara, fermo ormai da mesi, e le ripercussioni su infrastrutture che collegano il Friuli Venezia Giulia alle regioni confinanti, in primis il Veneto, dove alcuni lavori rischiano addirittura lo smantellamento”.

“La nostra interrogazione – sottolinea la rappresentante del M5S – chiede alla Regione Fvg di chiarire quali azioni siano state intraprese, anche tramite le società partecipate, per fronteggiare la crisi del gruppo. Inoltre, viene anche domandato quali cantieri pubblici risultino a rischio, quali danni stiano subendo i cittadini a causa dei ritardi e quali misure si intendano adottare per tutelare i livelli occupazionali di un’azienda che impiega oltre 2.000 lavoratori”.

“Infine, viene chiesto di fornire un quadro completo – conclude Capozzi – dei lavori pubblici in Friuli Venezia Giulia dal valore superiore ai 10 milioni di euro che stanno subendo rallentamenti a causa delle difficoltà economiche degli appaltatori”.

I tavoli di lavoro dell’Assemblea regionale M5S FVG sono conclusi

Durante l’Assemblea regionale del MoVimento 5 Stelle Friuli Venezia Giulia abbiamo dedicato un ampio spazio ai tavoli di lavoro tematici: un momento di confronto reale, partecipato e concreto.
Il Friuli Venezia Giulia ha bisogno di cambiamenti profondi:
• più sicurezza per le cittadine e i cittadini,
• tutela delle imprese e del lavoro,
• difesa della biodiversità e del territorio,
• una sanità pubblica forte e accessibile,
• un welfare che aiuti davvero chi è in difficoltà,
• politiche energetiche e ambientali giuste e sostenibili.
Sono queste le nostre priorità, costruite dal basso, insieme a iscritti, attivisti e cittadini.
Ed è da qui che partiamo in vista delle prossime elezioni regionali: con idee, proposte e una visione chiara per il futuro della nostra Regione.

Salute, Capozzi (M5S)-Pellegrino (Avs)-Honsell (Open): Lega sfiducia Fedriga, fallimento certificato dopo otto anni di governo

“Non sono più solo le Opposizioni a denunciare il disastro della sanità regionale: oggi, infatti, è la stessa Lega a bocciare radicalmente la gestione Fedriga–Riccardi, certificando in questo modo il fallimento di otto anni di governo”.

Lo evidenziano, attraverso una nota stampa condivisa, i consiglieri regionali Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) e Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), prendendo la parola sul delicato tema della salute in Friuli Venezia Giulia.

“Il documento del tavolo tecnico leghista – aggiungono i firmatari del comunicato – descrive infatti una sanità inerme di fronte alle liste d’attesa, incapace di garantire tempi adeguati di diagnosi e cura, sempre più orientata a spingere i cittadini verso il privato, non per scelta ma per necessità. È il riconoscimento esplicito che il diritto alla salute in Friuli Venezia Giulia non è più garantito in modo equo”.

“La relazione – precisano Capozzi, Pellegrino e Honsell – ammette inoltre il progressivo depotenziamento degli ospedali periferici e dei presidi spoke, colpiti da una riorganizzazione che ha prodotto diseguaglianze territoriali, riduzione dei servizi e perdita di funzioni essenziali. Una sanità che abbandona i territori e concentra le criticità invece di risolverle”.

“Sul personale sanitario, la Maggioranza riconosce ciò che denunciamo ormai da tempo: carenze strutturali, sovraccarichi di lavoro, demotivazione e fuga dal servizio pubblico. Il sistema – sottolinea ancora la nota – regge solo grazie al sacrificio quotidiano di medici, infermieri e operatori, mentre la Regione è incapace di programmare, trattenere e valorizzare le competenze. Ancora più grave è l’ammissione di un’assenza di governo nei rapporti con il privato accreditato: mancano criteri chiari su costi, qualità ed esiti clinici, mentre il pubblico perde capacità produttiva e attrattività. Questa non è integrazione, è resa!”.

“Di fronte a questo quadro, non si può più parlare di errori marginali o di correzioni tecniche: la Lega sfiducia il proprio presidente di Regione e il proprio assessore alla sanità, sancendo politicamente il fallimento della loro azione. Le Opposizioni di centrosinistra – concludono Capozzi, Pellegrino e Honsell – chiedono perciò che questa autocritica tardiva non venga archiviata come un esercizio interno di propaganda. Il Friuli Venezia Giulia ha bisogno di un cambio di rotta immediato, che rimetta al centro il servizio sanitario pubblico, il personale, i territori e il diritto universale alla cura. Continuare su questa strada significa accettare il declino della sanità regionale”.

Salario minimo, Capozzi (M5S): Appalti pubblici, Fvg segua esempio Campania

“In Campania, il salario minimo negli appalti pubblici è stato inserito tra i primi interventi della nuova legislatura. È una scelta di giustizia sociale e di buon uso delle risorse pubbliche che dimostra come le Regioni possano intervenire concretamente per contrastare il lavoro povero. Il Friuli Venezia Giulia, in tal senso, non può e non deve continuare a restare indietro”.

Lo auspica, affidando il suo pensiero a una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), che rimarca al tempo stesso “l’obiettivo principale della nostra proposta di legge tematica, depositata nel mese di dicembre negli uffici dell’Assemblea legislativa Fvg, mirata a promuovere la retribuzione minima negli appalti pubblici, rafforzando così la tutela del lavoro dignitoso nell’ambito delle attività della Regione”.

“La nostra pdl – aggiunge l’esponente pentastellata, facendo riferimento ai contenuti del documento – si inserisce nel quadro delle politiche regionali a sostegno dei lavoratori, in coerenza con i principi costituzionali e con le indicazioni dell’Unione europea in materia di retribuzione minima adeguata”.

“Lo scopo – precisa Capozzi, evidenziando come il tema della retribuzione minima negli appalti pubblici sia da anni al centro dell’iniziativa politica del MoVimento regionale – è quello di garantire trattamenti economici equi che rispettano i diritti dei lavoratori. Il testo si ispira anche alla sentenza 188 della Corte costituzionale del 16 dicembre 2025, che ha confermato la possibilità per le Regioni di promuovere, nell’ambito delle rispettive competenze, strumenti indiretti di tutela del salario minimo negli appalti pubblici, senza invadere la competenza statale sui livelli retributivi”.

“Già nel corso della passata legislatura – sottolinea la rappresentante del M5S – avevamo promosso iniziative specifiche, intensificando ulteriormente l’attenzione nella legislatura attuale anche attraverso la mozione 21 dell’agosto 2023, purtroppo non ancora discussa. A queste attività si aggiungono numerosi tentativi concreti, tramite emendamenti presentati su quattro diversi disegni di legge, tutti regolarmente bocciati dalla Maggioranza di centrodestra”.

“Ora – conclude Capozzi – il presidente Fedriga non attenda oltre e segua l’esempio della Campania. Utilizzare la spesa pubblica come leva per incentivare comportamenti virtuosi da parte delle aziende, valorizzare il lavoro dignitoso e promuovere equità sociale ed economica costituisce ormai una scelta politica non più rinviabile”.

Giorno Memoria, Capozzi (M5S): Ricordare atrocità per evitare oblio storico

“Un momento di profondo raccoglimento e di doveroso rispetto per quanti hanno pagato con la vita una delle pagine più ignobili della nostra storia”.

Così si esprime la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), affidando il suo pensiero a una nota stampa, dopo aver partecipato questa mattina a due eventi organizzati in occasione del Giorno della Memoria: prima negli spazi del Cimitero urbano Monumentale di San Vito a Udine, dove è stata deposta una corona d’alloro in ricordo degli Internati Militari Italiani; successivamente in via Pracchiuso, ai piedi del memoriale dedicato a Teresio Olivelli (medaglia d’Oro al Valor militare).

“Il Giorno della Memoria – aggiunge l’esponente pentastellata – non costituisce soltanto un appuntamento commemorativo, ma anche e soprattutto un preciso dovere civile e morale: quello di mantenere viva la memoria di ciò che è accaduto, affinché simili atrocità non si ripetano mai più”.

“Raccontare, ricordare e trasmettere alle nuove generazioni quanto avvenuto – precisa Capozzi – è l’unico antidoto contro l’indifferenza e la rimozione storica”.

“Furono 1.162 – sottolinea infine la rappresentante del M5S – i militari friulani morti nei lager nazisti dopo l’8 settembre 1943, uomini che rifiutarono di aderire al regime e pagarono la loro scelta con la prigionia, la sofferenza e la morte”.

“La deposizione delle corone – conclude Capozzi – rappresenta un gesto simbolico, ma necessario, per onorare la memoria degli Internati Militari Italiani e per ribadire l’impegno a custodire una storia dolorosa che deve essere raccontata, affinché l’orrore non trovi mai più spazio nel nostro presente e nel nostro futuro”.

Tragedia Latisana, Capozzi (M5S): Parole sono inutili, urge impegno strutturale

“L’uccisione della donna di Latisana per mano del marito costituisce un fatto gravissimo che scuote le coscienze di tutti noi e che impone una riflessione profonda. Di fronte all’ennesimo femminicidio, infatti, è inevitabile chiedersi se le istituzioni e la società nel suo insieme stiano facendo abbastanza per contrastare questa intollerabile violenza”.

La consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), da sempre impegnata a combattere in prima linea ogni forma di violenza di genere, fa esplicito riferimento alla tragedia verificatasi a Latisana, estendendo il ragionamento a tutti i drammatici e sempre più frequenti casi analoghi.

“Il femminicidio – aggiunge l’esponente pentastellata – continua a rappresentare un fenomeno drammatico e, purtroppo, in costante crescita. Un trend che non accenna a fermarsi e che richiede interventi concreti, tempestivi ed efficaci sul piano della prevenzione, della protezione delle vittime e dell’educazione culturale”.

“Non possiamo più limitarci all’indignazione dopo ogni tragedia: è invece necessario un impegno strutturale e continuo – conclude Capozzi – per fermare una violenza che colpisce le donne e l’intera comunità”.

Assemblea regionale M5S FVG – Sabato 31/01/26 a Ronchi dei Legionari

Sabato 31 gennaio 2026 si terrà l’Assemblea regionale del Movimento 5 Stelle Friuli Venezia Giulia: parleremo delle prossime tornate elettorali regionali e comunali, costruiremo contenuti e proposte nei tavoli di lavoro tematici e approfondiremo la campagna referendaria.

Ci troveremo dalle 10:00 alle 18:00 in via Duca d’Aosta 5 a Ronchi dei Legionari (GO). Nel pomeriggio, dalle 16:30 alle 18:00, si terrà un incontro pubblico sulla “questione settentrionale” con:

– Stefano Patuanelli, Capogruppo M5S al Senato

– Gaetano Pedullà, Europarlamentare M5S

– Enrico Cappelletti, Deputato M5S

– Rosaria Capozzi, Consigliera regionale M5S FVG

– Elena Danielis, Coordinatrice regionale M5S FVG

Il programma della giornata sarà il seguente:

  • 10:00–10:30 | Introduzione ai lavori
  • 10:30–12:30 | Tavoli di lavoro tematici
  • 12:30–14:00 | Pausa pranzo
  • 14:00–15:30 | Restituzione dei lavori
  • 15:30–16:30 | Focus campagna referendaria
  • 16:30–18:00 | Incontro pubblico con i rappresentanti M5S

Attenzione: per partecipare ai tavoli di lavoro è obbligatoria l’iscrizione tramite il link inviato via email a tutte e tutti gli iscritti al M5S Friuli Venezia Giulia.

Per informazioni o dubbi:

Ciclovie, Capozzi (M5S): Cottur FVG2, lavoro apprezzabile con focus sicurezza

“La ciclovia Giordano Cottur FVG2 rappresenta un collegamento di grande importanza non solo dal punto di vista turistico, ma anche per la mobilità quotidiana dei cittadini, contribuendo a promuovere uno sviluppo più attento all’ambiente e alla qualità della vita”.

La consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) esprime il suo plauso al termine dei lavori della IV Commissione che ha coinvolto in aula svariati portatori di interesse in merito al futuro percorso dell’arteria dedicata al campione triestino.

“A seguito dell’audizione odierna – aggiunge l’esponente pentastellata, affidando il suo pensiero a una nota stampa – esprimo pieno apprezzamento per il lavoro fin qui svolto su un’infrastruttura strategica per la mobilità sostenibile e per la valorizzazione del territorio”.

“In particolare, desidero sottolineare positivamente la disponibilità manifestata dal direttore di FVG Strade, Peroni, rispetto a un nostro suggerimento – precisa Capozzi – indirizzato a valutare l’installazione di servizi di allerta lungo il percorso, a tutela della sicurezza dei ciclisti. Si tratta di un impegno concreto e significativo, che va nella direzione di prevenire e gestire le svariate criticità che possono verificarsi lungo il tracciato, come episodi di furti o di aggressioni, soprattutto lungo quei tratti dove permangono criticità legate alla connettività”.

“L’attenzione alla sicurezza e alla fruibilità dell’infrastruttura – conclude Capozzi – costituisce un elemento essenziale per rendere la ciclovia realmente accessibile e utilizzabile da tutti. Il confronto emerso in sede di audizione conferma l’importanza di un lavoro condiviso tra istituzioni e soggetti gestori, sempre nell’interesse del territorio e dei suoi cittadini”.

Province, Capozzi (M5S): Ripristino incoerente e costoso, avulso da territorio

“La modifica dello Statuto della Regione Friuli Venezia Giulia che, di fatto, reintroduce le Province, è profondamente sbagliata nell’impianto, ma anche del tutto incoerente con la realtà demografica e amministrativa del nostro territorio”.

Lo rimarca, attraverso una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che aggiunge un’ulteriore considerazione: “Prevedere quattro Province per un’area che conta poco più di un milione e duecentomila abitanti – questo il concetto espresso – significa ignorare il calo demografico e moltiplicare le strutture senza una reale necessità funzionale”.

“Questi nuovi enti – spiega l’esponente pentastellata, facendo seguito al via libera definitivo arrivato dal Senato al termine del quarto e ultimo passaggio del documento in sede parlamentare – presupporranno inevitabilmente ulteriori costi di funzionamento, rischiando concretamente di trasformarsi in contenitori vuoti Soprattutto a fronte della cronica carenza di personale amministrativo che, già oggi, mette in difficoltà i nostri enti locali. Non si rafforza dunque in alcun modo l’amministrazione pubblica creando, come in questo caso, nuove scatole; si potrebbe e si dovrebbe invece farlo investendo su competenze, organici e servizi”.

“I toni trionfalistici che accompagnano questa riforma – evidenzia Capozzi – appaiono quindi fuori luogo: l’unico vero moltiplicatore che si intravede è infatti quello delle cariche elettive, non certo dell’efficienza amministrativa o della qualità dei servizi rivolti ai cittadini”.

“Per tutte queste ragioni – conclude Capozzi – bene ha fatto il MoVimento 5 Stelle al Senato a bocciare un provvedimento che non semplifica e non razionalizza ma che, al contrario, ripropone vecchi e superati modelli istituzionali, senza tener conto delle trasformazioni demografiche, sociali ed economiche del Friuli Venezia Giulia”.

Caro vita, Capozzi (M5S): Fvg tra le regioni più costose, Giunta non si nasconda

“Il Friuli Venezia Giulia sta diventando una regione sempre più cara e sempre meno equa, seconda solo al Trentino-Alto Adige nella classifica delle più ‘costose’ del Paese. I dati diffusi quest’oggi dall’Unione Nazionale Consumatori, elaborati su base Istat, certificano infatti una realtà preoccupante: il nostro territorio risulta infatti tra i più cari d’Italia, alle prese con un’inflazione annua pari a +1,7% e un aggravio medio di 466 euro a famiglia rispetto al 2024”.

A lanciare l’allarme è la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che, affidando il suo pensiero a una nota stampa, approfondisce ulteriormente il tema, dettagliando a livello cittadino che “Trieste (+1,8%, +506€) e Gorizia (+1,8%, +479€) rientrano entrambe nella top ten delle città italiane dove vivere è diventato più caro. Un segnale evidente che non si tratta certamente di un problema isolato ma, al contrario, di una situazione diffusa su tutto il territorio regionale”.

“Numeri preoccupanti – aggiunge l’esponente pentastellata – che pesano concretamente sui bilanci delle nostre famiglie, nonché su lavoratori, pensionati e piccole imprese, mentre in altre regioni della penisola l’impatto dell’inflazione è risultato sensibilmente più contenuto. Basti pensare che in Molise l’aumento medio annuo si ferma a 213 euro, meno della metà rispetto al Friuli Venezia Giulia”.

“Di fronte a questi dati, è quindi legittimo interrogarsi – precisa Capozzi – sul ruolo delle politiche regionali: dal costo dei servizi pubblici locali, fino alla gestione dei trasporti, dell’energia, della casa e della fiscalità regionale. Continuare a parlare di ‘congiuntura nazionale’ o di ‘fattori esterni’, come viene fatto con superficialità, è semplicemente una scusa”.

“Il Friuli Venezia Giulia – sottolinea la rappresentante del M5S – non può continuare a figurare stabilmente tra le aree più costose del Paese senza procedere a un’urgente riflessione, seria e autocritica. La Regione Fvg ha perciò il dovere di mettere in campo misure concrete di contrasto al caro vita, a partire dal sostegno ai redditi medio-bassi e dal contenimento dei costi che gravano quotidianamente sui cittadini”.

“La Giunta – conclude Capozzi – continua a vantarsi di bilanci in ordine e avanzi record, ma non possiamo ignorare che questi stessi avanzi vengano in realtà pagati di tasca propria dai cittadini, costretti a fare i conti con bollette più care, affitti fuori controllo e servizi sempre meno accessibili. I dati, ormai, parlano chiaro: il problema esiste ed è sotto gli occhi di tutti. Ora servono risposte, non giustificazioni”.

Tpl, Capozzi (M5S): Senza dignità lavorativa per autisti niente servizio per cittadini

“L’audizione richiesta dal MoVimento 5 Stelle, ormai quasi dodici mesi or sono, nasce da un lungo percorso di monitoraggio, di atti ispettivi e di prese di posizione pubbliche sul tema del trasporto pubblico locale. Un impegno portato avanti da anni che, nell’ultimo periodo, ha fatto emergere una situazione non più sostenibile nel servizio urbano di Udine”.

Lo rimarca, affidando il suo pensiero a una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (M5S), reduce dalla lunga serie di interventi da parte dei portatori di interesse, ospiti quest’oggi della IV Commissione, ricordando anche che “già all’inizio dello scorso anno avevamo lanciato l’allarme relativo alle numerose corse di autobus saltate da Arriva Udine”.

“In una prima fase, l’azienda aveva tentato di minimizzare il problema, arrivando a sostenere – dettaglia l’esponente pentastellata – che i dati rilevati non fossero corretti. Oggi, però, quelle stesse criticità trovano piena conferma sia nelle risposte ufficiali alle interrogazioni fornite dall’assessore regionale Amirante, sia nei dati presentati in sede di audizione: per il solo 2025 si contano infatti ben 14.289 corse saltate, pari al 4,12% del totale. Una percentuale inaccettabile, che rischia di minare il diritto alla mobilità”.

“Un’altra criticità gravissima – aggiunge Capozzi – riguarda la mancanza di informazioni tempestive agli utenti. Una problematica emersa, per stessa ammissione di Arriva Udine, anche durante i lavori della Commissione. Il risultato è che centinaia di persone si ritrovano ad attendere autobus che non arriveranno mai, anche per oltre quaranta minuti, talvolta di sera, spesso al freddo oppure sotto la pioggia. Uno stato che genera tensioni sociali, aggressioni verbali (e, purtroppo, non solo) ai danni di operatori che, invece, non hanno alcuna responsabilità. Senza dimenticare le situazioni di reale pericolo per donne e minori”.

“Si tratta di numeri che fotografano una situazione di oggettiva e drammatica difficoltà, che provoca serie ricadute dirette – sottolinea la rappresentante del MoVimento 5 Stelle – sulla vita quotidiana di migliaia di cittadini (studenti, lavoratori, anziani e famiglie). Cifre che non possono più essere considerate episodi isolati ma, al contrario, un problema strutturale che si ripete ormai nel tempo”.

“L’auspicio è quello che da questa audizione – auspica Capozzi – possano proseguire le interlocuzioni volte a migliorare le condizioni degli autisti, che tengono in piedi il servizio con la loro dedizione, nonostante stipendi bassi e le difficoltà nel conciliare vita lavorativa e vita personale. Ci auguriamo inoltre, anche alla luce delle dichiarazioni rese dalla direzione nel corso della discussione in aula, che i 9,9 milioni di euro vengano destinati al personale entro il 31 dicembre 2026. Abbiamo infatti ricevuto rassicurazioni circa l’adozione di una nota interpretativa che fisserà il termine dell’ultimo giorno dell’anno per la rendicontazione e che chiarirà inoltre il passaggio che oggi prevede la possibilità di utilizzare tali fondi per il mantenimento degli equilibri contabili delle aziende di trasporto, anziché per il miglioramento delle condizioni lavorative degli autisti”.

“Monitoreremo affinché ciò avvenga correttamente – continua la nota – e affinché, nel frattempo, non si persegua come soluzione la riprogrammazione delle corse, che di fatto si traduce in una riduzione del servizio. Un approccio che giudicheremmo inaccettabile: meno corse programmate per avere meno corse saltate è una logica che contraddice apertamente il contratto di servizio, il quale prevede invece un potenziamento del servizio, non una sua riduzione per adattarlo alle difficoltà dell’azienda”.

“L’audizione odierna – conclude Capozzi – rappresenta un passaggio indispensabile per restituire al trasporto pubblico locale la dignità, l’efficienza e l’affidabilità che i cittadini del Friuli Venezia Giulia meritano”.

Dipiazza contro Richetti, Sossi (M5S): “Gli attacchi del Sindaco confermano che stiamo facendo bene”

«Ogni attacco del sindaco Dipiazza al Movimento 5 Stelle non fa che certificare la bontà del lavoro che stiamo portando avanti nel difendere gli interessi della città».

È questo il commento di Enrico Sossi, Vice Rappresentante del Gruppo territoriale di Trieste del Movimento 5 Stelle, dopo le dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino negli studi di Telequattro. Nel corso dell’intervista, interloquendo con il vicedirettore di Medianordest Ferdinando Avarino e riferendosi alla consigliera comunale del M5S Alessandra Richetti, Dipiazza ha affermato: «Tu dovresti vedere quello che questa riesce a dire» e, poco dopo, «Ogni volta che lei parlerà io uscirò dall’aula, tanto non è che deve dirmi qualcosa di intelligente».

«Si tratta di affermazioni gravi e inaccettabili – prosegue Sossi – che nulla hanno a che vedere con il confronto politico e che dimostrano, ancora una volta, l’incapacità del Sindaco di rapportarsi con chi svolge legittimamente il proprio ruolo istituzionale. Attaccare personalmente una consigliera comunale non è solo irrispettoso, ma rappresenta un segnale preoccupante del clima che questa Amministrazione alimenta».

«Ormai è evidente – conclude Sossi – che ogni volta che il Movimento 5 Stelle solleva temi scomodi o mette in discussione scelte sbagliate, la reazione del Sindaco è l’attacco personale. Per noi questo è un ulteriore stimolo a continuare il nostro lavoro con ancora maggiore determinazione, nell’interesse delle cittadine e dei cittadini di Trieste».

Crisi Snaidero, Capozzi: Vicini ai lavoratori, azienda storica non esternalizzi

“Esprimiamo la nostra piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Snaidero, storica realtà industriale del Friuli, che sta attraversando una fase di forte difficoltà”.

Lo evidenzia, attraverso una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), prendendo la parola sul delicato tema legato alle problematiche dell’azienda friulana e alla crescente preoccupazione da parte dei lavoratori del territorio con le rispettive famiglie.

“Ancora una volta, anche in questo settore, avanza il rischio dell’esternalizzazione di rami aziendali. Una scelta – aggiunge l’esponente pentastellata – che potrebbe compromettere non solo i livelli occupazionali, ma anche l’affidabilità e l’identità di un’azienda da sempre profondamente radicata sul territorio e autentico punto di riferimento per l’economia locale”.

“In particolare, desta grande preoccupazione – precisa Capozzi – l’ipotesi di esternalizzazione del ramo della verniciatura. Un cambio di direzione che metterebbe a rischio il futuro occupazionale di 27 lavoratori e lavoratrici, oggi esposti alla concreta possibilità di licenziamento”.

“Riteniamo perciò fondamentale – sottolinea la rappresentante del M5S – che questo ramo strategico resti in capo all’azienda, come decisione di responsabilità sociale e industriale, a tutela dell’occupazione, delle competenze maturate nel tempo e della qualità che ha sempre contraddistinto il marchio Snaidero”.

“Ci auguriamo che l’azienda, insieme alle parti sociali e alle istituzioni, possa presto individuare soluzioni condivise – conclude Capozzi – in grado di salvaguardare il lavoro, il know-how e il forte legame con il territorio, evitando provvedimenti che avrebbero ricadute pesanti sul piano sociale e produttivo”.

Giustizia, Capozzi: Assumere e investire per rinforzare la magistratura

“Le dichiarazioni del presidente Fedriga sulla giustizia dimostrano, ancora una volta, come il Centrodestra preferisca interventi ideologici e divisivi rispetto a soluzioni concrete per migliorare il funzionamento del sistema giudiziario”.

Non ha dubbi in proposito la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che, attraverso una nota stampa, affronta la tematica ricordando che “la giustizia italiana non ha bisogno della divisione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante. Una riforma che, peraltro, rischia di compromettere l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, alterando gli equilibri costituzionali e aprendo la strada a pericolose interferenze politiche”.

“Il sistema – aggiunge l’esponente pentastellata – ha invece un bisogno urgente e reale di nuove assunzioni, di personale amministrativo e di magistrati, nonché di investimenti in strutture e strumenti che permettano ai tribunali di funzionare meglio e di garantire tempi certi ai cittadini”.

“Continuare a spostare l’attenzione su riforme che non incidono minimamente sull’arretrato, sulla lentezza dei procedimenti e sulle condizioni di lavoro negli uffici giudiziari – precisa Capozzi – significa ignorare i problemi reali e concreti del Paese. La carenza degli organici è sotto gli occhi di tutti e rappresenta il principale ostacolo a una giustizia efficiente e accessibile”.

“Fedriga e il Centrodestra smettano quindi di alimentare contrapposizioni – conclude Capozzi – e si assumano, invece, la responsabilità di sostenere una giustizia che funzioni davvero: più risorse, più assunzioni, più efficienza. È questa la riforma di cui l’Italia ha bisogno, non certamente di operazioni che rischiano di indebolire uno dei pilastri della nostra democrazia”.

Giocattoli in Movimento: grazie di cuore a tutte e tutti!

Vogliamo ringraziare sinceramente tutte le persone che hanno partecipato a Giocattoli in Movimento, contribuendo con entusiasmo, generosità e attenzione al riuso solidale.
Siamo stati in piazza a Udine, Trieste, Pordenone, Gradisca e Monfalcone: cinque città, tante persone, un unico grande obiettivo comune. Ancora una volta abbiamo dimostrato che la solidarietà, quando è condivisa, può fare davvero la differenza.
Ora inizia una nuova fase: preparare i giocattoli raccolti per la consegna alle associazioni, alle case pediatriche e alle comunità educative del territorio, affinché possano arrivare presto nelle mani dei bambini e delle bambine che ne hanno più bisogno.
Grazie a chi ha donato, a chi ha dato una mano ai banchetti, agli attivisti e a tutte le realtà che hanno collaborato con noi.
Noi ci crediamo, e continueremo a farlo: Giocattoli in Movimento tornerà anche il prossimo anno.

Capozzi: “Dall’intervista di Fedriga emergono tutte le criticità di un anno difficile per il Friuli Venezia Giulia”

L’intervista del presidente Massimiliano Fedriga ripercorre le principali questioni che hanno segnato l’ultimo anno di governo regionale, mettendo in luce criticità politiche e amministrative che non possono essere ignorate.

«In primis – dichiara Capozzi – la crisi della Giunta, che definirei un momento infelice: una fase di incertezza istituzionale del tutto inspiegabile, generata esclusivamente da personalismi di una parte della classe politica che ha operato in modo francamente inqualificabile».

Sul tema del terzo mandato, Capozzi ribadisce come la posizione del presidente Fedriga appaia ormai isolata: «La Consulta è intervenuta in maniera chiara, precisando che le autonomie speciali non costituiscono e non devono mai costituire spazi di eccezione, ma parti integranti della Repubblica. Anche laddove spetti alla legge nazionale determinare i limiti di mandato, non va dimenticato – precisa Capozzi – che né Forza Italia né Fratelli d’Italia si sono mai detti favorevoli all’introduzione del terzo mandato per i presidenti di Regione. A una causa così unidirezionale sarebbe servito ben altro rispetto a una semplice moral suasion. È evidente, quindi, che questo tema non possa essere piegato a interessi contingenti o personali».

Per quanto riguarda l’andamento economico, Capozzi contesta l’ottimismo espresso dal presidente: «Viene sbandierata una crescita che appare fittizia. La crescita regionale, pur presente, è debole e inferiore a quella di molte altre realtà nazionali. Inoltre – sottolinea – è stata sostenuta prevalentemente da fattori temporanei come il Superbonus 110% , strumento che paradossalmente vengono criticato dallo stesso presidente Fedriga anche nell’intervista».

Preoccupazioni emergono anche sul fronte demografico: «Le politiche messe in campo non stanno riuscendo a invertire il declino della popolazione e la stessa norma adottata per contrastarlo non ci convince. Condividiamo l’affermazione del presidente Fedriga secondo cui le misure spot non possono rappresentare una risposta efficace. La denatalità è una sfida strutturale che richiede politiche altrettanto strutturali, capaci di offrire sostegni stabili nel tempo, contrariamente alle misure proposte nella legge di bilancio appena approvata.

Infine, forti perplessità vengono espresse sul nuovo Piano della Rete oncologica regionale del Friuli Venezia Giulia: «Un piano che non convince nemmeno i componenti della più accreditata rappresentanza scientifica della chirurgia a livello nazionale, elemento che dovrebbe indurre la Giunta a una seria riflessione e a un confronto più approfondito».