Incendi. Capozzi (M5S): Basta parole, urgono fatti per salvare patrimonio Fvg

“Tutti noi auspichiamo di cuore che le piogge previste nelle prossime ore possano mitigare una situazione ormai catastrofica. Tuttavia, non sono purtroppo previste precipitazioni lunghe e continue: quindi, non è detto che bastino per aiutare a risolvere il drammatico problema. Abbiamo già ripetuto nei giorni scorsi che non è certamente questo il momento di innescare polemiche e di alzare polveroni, ma siamo sicuri che anche ai consiglieri di Fratelli d’Italia, come già avviene a Roma sul tema del Covid, piacerà discutere in un’apposita Commissione su cosa abbia funzionato e su cosa, invece, si sia rivelato fallimentare in questa emergenza”.

La consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), intervenendo nuovamente sul tema dei disastrosi incendi che hanno aggredito i boschi e i monti del Friuli Venezia Giulia, invita pubblicamente “all’unità. Proprio come accadde in occasione del terremoto, anche in questo momento tutte le energie devono essere concentrate per dare risposte concrete e tutelare il bene dell’intera comunità”.

“La priorità assoluta deve essere costituita dalla sicurezza delle persone e dalla protezione delle abitazioni, degli animali e delle attività economiche colpite dall’emergenza. È anche doveroso riconoscere – aggiunge l’esponente pentastellata – il grande lavoro che, come sempre, stanno svolgendo sul campo i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, il Corpo Forestale e tutti gli operatori impegnati nel contenimento dell’incendio”.

“Numerose fonti informative stanno però stigmatizzando la mancanza di un Piano antincendio boschivo (AIB), benché la Giunta regionale – precisa Capozzi – lo abbia adottato già il 17 aprile scorso con una delibera di Giunta. Il Piano consta di 355 pagine, una trentina delle quali dedicate alle operazioni di prevenzione”.

“Quando sarà il momento, penseremo e chiederemo a chi di dovere – anticipa Capozzi nel suo intervento – se quanto previsto dal Piano regionale sia stato posto in essere anche ad Amaro, se sia ritenuto sufficiente o se il Piano sia già da riscrivere, visti i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Del resto, non è necessario il Piano antincendio per predisporre ciò che viene valutato necessario per fronteggiare l’emergenza”.

“Basti pensare ai due milioni di euro stanziati – sottolinea ancora la rappresentante del M5S – per far sì che, presso il vivaio forestale Avons di Verzegnis, si realizzasse un’area logistica di ricovero e movimentazione di mezzi operativi dedicati alle attività di antincendio boschivo. Il Piano regionale, infatti, prevede che siano tre i centri AIB: uno ad Arba (Pordenone), uno a Sgonico (Trieste) e il centro di Verzegnis (Udine), soltanto a qualche centinaio di metri dal disastro di Amaro. Eppure, anche senza l’approvazione definitiva del Piano, sono stati stanziati due milioni di euro nel dicembre 2024 per ottenere questo risultato. Per essere approvato, inoltre, il Piano deve superare sia la Valutazione Ambientale Strategica, sia la Valutazione di incidenza. L’8 luglio scorso sono state trasmesse le osservazioni pervenute durante queste procedure e non sappiamo se le stesse si siano concluse o meno”.

“Anche dopo la conclusione dei procedimenti ambientali, l’ultima parola spetterà alla IV Commissione consiliare, dove potremo discutere – conclude Capozzi – del Piano adottato ed esprimere un parere sullo stesso, anche alla luce di quanto sta avvenendo proprio in queste ore”.

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