Regeni, Capozzi (M5S): Indegno e immotivato stop a finanziamenti docufilm

“Esprimiamo profonda indignazione per la sorprendente mancanza di fondi destinati al docufilm dedicato a Giulio Regeni, nostro conterraneo, vittima di una brutale violazione dei diritti umani in Egitto, ancora in attesa di legittima e doverosa giustizia”.

La consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), prendendo nuovamente la parola sulla terribile vicenda, manifesta tutta la sua deplorazione per gli sviluppi legati al mancato riconoscimento dei contributi pubblici al documentario “Giulio Regeni: tutto il male del mondo”, diretto da Simone Manetti e vincitore del Nastro della Legalità 2026.

“Riteniamo inaccettabile che un progetto dal così elevato valore civile, culturale e sociale – rincara l’esponente pentastellata, curiosa ora di apprendere le spiegazioni del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che domani risponderà nel corso del question-time – venga trascurato o ostacolato da carenze di sostegno economico. La memoria di Giulio non appartiene solo alla sua famiglia, ma all’intera collettività che ha il dovere morale di continuare a chiedere in sua vece verità e giustizia”.

“Negare risorse a iniziative che promuovono la consapevolezza sui diritti umani – precisa Capozzi, mentre all’interno della Commissione che assegna i contributi selettivi al cinema sono state già presentate le dimissioni di due componenti – significa, di fatto, contribuire a un clima di indifferenza e silenzio. È proprio attraverso strumenti come il cinema documentaristico che si possono mantenere vive l’attenzione pubblica e la pressione internazionale su casi che non devono essere dimenticati”.

“Chiediamo pertanto alle istituzioni competenti, agli enti culturali e ai soggetti finanziatori – sottolinea la rappresentante del M5S – di assumersi le rispettive responsabilità, garantendo il necessario supporto a questo progetto”.

“Sostenere il docufilm su Regeni – conclude Capozzi riguardo la pellicola, già uscita in sala e proiettata in 76 università italiane, ma attesa il mese prossimo anche davanti al Parlamento europeo – significa difendere i valori fondamentali di giustizia, dignità e rispetto dei diritti universali. Non possiamo consentire che la mancanza di fondi si trasformi in un ostacolo alla verità”.

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