Intervista, Capozzi: «Ignorato il mio emendamento. Avrebbe difeso Pulfero dalle pale eoliche»

Leggi l’intervista di Rosaria Capozzi al Messaggero Veneto. Qui il testo integrale:
Ha rivestito, in un certo senso, il ruolo di Cassandra. Se fosse stata ascoltata, nel momento in cui – lo scorso mese di marzo – aveva proposto un emendamento alla legge regionale “Norme per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili sul territorio regionale”, la consigliera Fvg del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi avrebbe ben potuto dirsi la “salvatrice” del territorio di Pulfero, Torreano e degli altri tre comuni soggetti allo spauracchio dell’installazione di quattro enormi pale eoliche sul crinale del monte Craguenza.
Cosa aveva proposto, Capozzi?
«Una cosa molto semplice, che mi pareva di buon senso ma che invece è caduta nel vuoto. Avevo suggerito di inserire nel testo della normativa il vincolo dei 7 chilometri di distanza di eventuali impianti per le energie rinnovabili dai siti Unesco. L’area di cui si parla, la dorsale della montagna che separa il Comune di Pulfero da quello di Torreano, dista da Cividale circa 6,5 km».
Il che significa che se l’emendamento fosse stato accolto, il problema che ora sta affliggendo cinque municipalità non si sarebbe posto. Come valuta, a questo punto, la bocciatura della sua proposta?
«È stata una scelta ben poco lungimirante. La situazione in essere lo dimostra».
L’assessore regionale alla difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro si è espresso in maniera piuttosto netta sulla faccenda, garantendo massima attenzione al caso.
«Me ne rallegro. Dopo la nostra sollecitazione ha in effetti manifestato la propria contrarietà a quello che sarebbe il primo grande impianto eolico della regione. Al di là dell’appartenenza politica è importante dar vita a un fronte comune, per difendere il territorio da istallazioni altamente impattanti come quelle presentate nel progetto ventilato: si parla di piloni alti 200 metri e di fondazioni in cemento con una base di 60 metri per 60».
Ha parlato di fronte comune: forse avrebbe potuto essere più tempestivo, tornando al suo emendamento.
«Certamente. La stessa compattezza che oggi si riscontra in relazione al piano delle pale eoliche avrebbe potuto essere dimostrata proprio in occasione dell’approvazione della legge regionale che, per la prima volta, ha individuato le aree idonee e non idonee all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Sulla base degli emendamenti da noi progressivamente presentati, ripeto, il parco eolico prospettato sarebbe risultato in area inidonea».
Come ci si deve muovere, a questo punto?
«Il passato è passato, bisogna appunto prendere atto della situazione in essere e attivarsi per fronteggiarla al meglio. Noi del Movimento 5 Stelle siamo pronti a sostenere i sindaci del territorio nel contrastare l’installazione delle pale».
In questi giorni primi cittadini, amministrazioni e associazioni locali stanno ponendo unanimemente l’accento sui danni irreversibili che il progetto provocherebbe al territorio.
«È così. Le Valli del Natisone comprendono spazi verdi dall’alto valore paesaggistico e naturalistico, che verrebbero deturpati dalle istallazioni. Per raggiungere il nostro fine legato al bene comune sarà determinante la fermezza delle popolazioni, come già è avvenuto nella Bassa friulana contro il piano dell’acciaieria in laguna. Noi, lo confermiamo, siamo convintamente schierati sul fronte del “no” ».