
“Le sconcertanti considerazioni rivolte dal sindaco Roberto Dipiazza all’indirizzo della consigliera comunale del M5S, Alessandra Richetti, sono inaccettabili e meritano una decisa, immediata e categorica stigmatizzazione”.
Non usa mezzi termini, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), affidando a una nota stampa il suo tempestivo commento dopo l’episodio verificatosi in aula durante i lavori del Assemblea legislativa del capoluogo giuliano, nel corso del dibattito riservato al controverso tema dell’ovovia a Trieste.
“Ora mi aspetto che anche la presidente della Commissione regionale Pari Opportunità tra Uomo e Donna, Dusy Marcolin, stigmatizzi l’infelice intervento del primo cittadino, avvenuto per giunta – aggiunge l’esponente pentastellata – in uno spazio istituzionale rigorosamente deputato al confronto democratico, al rispetto reciproco e alla dignità. Iniziando proprio con il comportamento che un sindaco è sempre tenuto a osservare”.
“Abbiamo assistito all’utilizzo di espressioni e atteggiamenti – precisa Capozzi – che lasciano intendere il rifiuto di un confronto paritario, soprattutto quando rivolti a una donna. Toni che richiamano una cultura politica arretrata e di chiara impronta patriarcale, che nulla ha a che vedere con i valori di una società moderna e inclusiva. La parità di genere non costituisce infatti un semplice slogan, ma un principio fondante della democrazia e delle istituzioni, che deve essere praticato quotidianamente. Soprattutto da chi ricopre significativi ruoli di vertice”.
“Dipiazza dovrebbe invece farsi garante e promotore – sottolinea la rappresentante del M5S – del rispetto tra i generi e del riconoscimento del ruolo delle donne nelle istituzioni”.
“Quanto accaduto – conclude Capozzi – dimostra una visione autoritaria e maschilista del potere, incompatibile con il ruolo che questo sindaco ricopre e con il suo preciso dovere di rappresentare l’intera comunità cittadina”.
