“Il Friuli Venezia Giulia non può e non deve diventare la destinazione finale dei rifiuti delle altre regioni italiane e, tantomeno, di quelli provenienti dall’estero”.
Il preoccupato grido d’allarme viene lanciato dalla consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che, contestualmente, rende noto attraverso una nota stampa che “la società Hafner Energy from Waste ha presentato, proprio quest’oggi, una proposta di partenariato pubblico-privato (Ppp) relativa alla realizzazione e alla gestione dell’Energy Park Hafner. Parliamo dell’area industriale Aussa Corno nel Comune di San Giorgio di Nogaro, su spazi di proprietà del Consorzio di Sviluppo economico per l’Area del Friuli (Cosef)”.
“La proposta, trasmessa a Consorzio per l’Acquedotto del Friuli Centrale (Cafc), A&T 2000, Nuove Ecologia e Territorio (Net Spa) e Isontina Ambiente, riguarda un investimento complessivo – aggiunge ancora l’esponente pentastellata, aggiungendo il seguente link per eventuali approfondimenti https://financecommunity.it/gli-advisor-di-hafner-energy-from-waste-nel-ppp-per-la-gestione-dellenergy-park-hafner/ – stimato in circa un miliardo di euro, sostenuto da capitali privati, per la realizzazione di un impianto destinato al recupero energetico di rifiuti urbani residui, rifiuti industriali, speciali non pericolosi e fanghi. Una struttura forte di una capacità massima di trattamento fino a circa 500mila tonnellate annue”.
“Le scorse settimane, durante i lavori degli organi dell’Assemblea legislativa incentrati sulla manovra di assestamento di bilancio, siamo stati gli unici – precisa Capozzi – a presentare emendamenti su questa partita. Nessuna nostra proposta è stata tuttavia approvata in aula, ma la Giunta regionale ha comunque accolto un nostro ordine del giorno per valutare quanto da noi proposto. L’unica speranza, a questo punto, è che eventuali modifiche possano intervenire prima che venga avviato l’iter autorizzativo per questo inceneritore”.
“In attesa di poter leggere la documentazione inviata alle società partecipate, individuate quali possibili partner del socio privato, continuiamo a ribadire – sottolinea la rappresentante del M5S – che non può esistere alcun interesse pubblico nella realizzazione di un impianto che vuol trattare fino a 500mila tonnellate di rifiuti. Poco meno di quello in costruzione a Roma che, però, di abitanti ne ha più di 2,7 milioni, ai quali aggiungere ovviamente anche i turisti ospiti”.
“Nella provincia di Udine, che conta circa 500mila abitanti, la raccolta dei rifiuti è gestita da due società: A&T 2000 e Net Spa – prosegue l’intervento – che, rispettivamente, inviano agli inceneritori 13,5mila tonnellate la prima e 21mila la seconda. Di queste tonnellate, 20mila vengono già trattate in regione, a Trieste. Inoltre, volendo considerare anche Isontina Ambiente, che gestisce i rifiuti della Provincia di Gorizia, la stessa invia a incenerire rifiuti al solo impianto triestino”.
“Sommando le esigenze reali delle tre società, quindi, si otterrebbe la cifra di circa 60mila tonnellate di rifiuti da incenerire in un anno, 45mila delle quali già trattate in regione. Si sta poco a comprendere – conclude Capozzi – che le restanti oltre 449mila tonnellate giungeranno da fuori Fvg. Quale sarebbe, perciò, l’interesse della nostra comunità regionale nel veder transitare una cinquantina di Tir al giorno sulle proprie strade, respirando i fumi che emetterà l’impianto?”.



