Palestina, Capozzi: Regione Fvg condanni e sospenda rapporti con Israele

Testo della mozione: Mozione 168

Comunicato stampa:

“Condannare con estrema fermezza le sistematiche violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte dello Stato di Israele nei confronti della popolazione civile palestinese”.

Lo chiede a gran voce, attraverso una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), riprendendo i contenuti tematici di una mozione presentata da poche ore agli uffici dell’Assemblea legislativa per impegnare la Regione Friuli Venezia Giulia a sospendere i rapporti istituzionali e di cooperazione con lo Stato di Israele.

L’istanza pentastellata punta anche a ottenere il fermo impegno del vertice dell’Esecutivo Fvg, insieme ai componenti della Giunta, a “interrompere ogni rapporto di cooperazione, scambio o progettazione condivisa tra la Regione e Israele (comprese agenzie, enti strumentali, aziende partecipate, istituzioni accademiche e di ricerca), fintanto che perdureranno le gravi violazioni accertate dalle istituzioni internazionali. Va anche verificata con estrema attenzione la presenza, nei bandi e nella stipula di contratti pubblici, di merci o servizi prodotti da aziende coinvolte nella violazione dei diritti umani nei territori occupati da Israele e, conseguentemente, vietarne l’acquisto”.

“Auspichiamo una condanna netta – aggiunge Capozzi – perché la fame viene usata come arma di guerra. Parliamo infatti di una strage orrenda che avviene sotto gli occhi del mondo inerme. È quindi più che mai necessario vigilare, affinché nessun armamento o suo componente sia realizzato negli stabilimenti industriali del Friuli Venezia Giulia”.

“Gli atti più recenti del conflitto in corso tra Israele e il popolo palestinese nella Striscia di Gaza – dettaglia la rappresentante del M5S – hanno aggravato una situazione umanitaria già drammatica e, a distanza di quasi due anni dall’inizio dell’escalation successiva agli eventi del 7 ottobre 2023, il numero delle vittime sarebbe di quasi 153mila (oltre 15mila i bimbi con quasi mille neonati) con oltre 120mila feriti, migliaia dei quali bambini, secondo i dati diffusi dalle autorità sanitarie locali e da organizzazioni umanitarie. Il 9 agosto gli ospedali della Striscia di Gaza hanno registrato 11 nuovi decessi legati alla malnutrizione, portando il bilancio totale delle vittime per fame a 212”.

“Numerosi episodi – sottolinea ancora Capozzi – hanno documentato l’uccisione deliberata di civili disarmati, tra i quali operatori sanitari, giornalisti, personale dell’Organizzazione delle nazioni unite (ONU) e bambini, in violazione del diritto internazionale umanitario e delle Convenzioni di Ginevra. È imminente anche il rischio di una carestia nella Striscia di Gaza con ostruzione sistematica agli aiuti umanitari e il collasso del sistema sanitario, mentre la Corte internazionale di giustizia ha avviato un procedimento contro lo Stato di Israele per violazioni della Convenzione sul genocidio del 1948 e la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dell’ex ministro della Difesa, Yoav Gallant, e del leader di Hamas, Mohammed Diab Ibrahim Al-Masri, per crimini di guerra e contro l’umanità”.

“Di tutto ciò va tenuto conto con urgenza – spiega l’esponente del MoVimento 5 Stelle – nel valutare che, a un anno esatto di distanza dalla precedente sfida calcistica, il prossimo 14 ottobre lo Stadio Friuli di Udine ospiterà nuovamente Italia-Israele. Una decisione che non condividiamo e, in tal senso, riteniamo quantomeno moralmente e umanamente necessario che la Regione Fvg non conceda il patrocinio”.

“La mozione non costituisce un gesto contro il popolo israeliano, né contro le comunità ebraiche, ma un atto politico – conclude Capozzi – per dire basta al genocidio e ai crimini contro l’umanità che vengono consumati nella striscia di Gaza, ribadendo il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione. In un tempo in cui l’indifferenza si traduce in complicità, diamo voce anche nella nostra regione al coro di chi chiede ‘basta morte!’”.

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