Assestamento. Capozzi (M5S): Telemedicina, ok a nostro Odg per estensione servizio nelle carceri

“La telemedicina costituisce già una realtà consolidata in numerosi Paesi e ha portato risultati positivi anche nelle sperimentazioni effettuate in svariati istituti penitenziari italiani, migliorando la qualità delle cure e riducendo i costi di gestione. Attraverso l’approvazione di questo ordine del giorno di nostra iniziativa, la Regione Friuli Venezia Giulia può così contribuire a estendere queste buone pratiche anche nelle carceri del territorio, assicurando un’assistenza sanitaria più efficiente, moderna e rispettosa della dignità delle persone”.

La consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) esprime la sua soddisfazione personale in seguito al recepimento dell’istanza da lei depositata in occasione dei recenti lavori dell’Aula interamente dedicati all’Assestamento estivo di bilancio.

“Il nostro odg – dettaglia l’intervento – impegna la Giunta regionale a collaborare con il Sistema sanitario regionale e con il ministero della Giustizia per implementare servizi di telemedicina (quali televisite, teleconsulti e telerefertazioni), favorendo anche l’impiego delle più moderne tecnologie di intelligenza artificiale. Inoltre, chiede di superare gli ostacoli che oggi limitano l’accesso a questi servizi all’interno degli istituti penitenziari”.

“L’Assemblea legislativa regionale – aggiunge l’esponente pentastellata in una nota stampa – ha approvato il nostro odg per promuovere l’utilizzo della telemedicina e dei più moderni strumenti di intelligenza artificiale nelle case circondariali del Friuli Venezia Giulia. Si tratta di un risultato importante che va nella direzione di garantire un diritto fondamentale come quello alla salute anche a chi si trova in stato di detenzione”.

“Le carceri della nostra regione – precisa infine Capozzi – continuano a fare i conti con una grave situazione di sovraffollamento: a fronte di una capienza regolamentare di 487 posti, risultano presenti 732 detenuti. In questo contesto è necessario mettere in campo strumenti innovativi che consentano di migliorare l’assistenza sanitaria, ridurre i tempi di attesa e limitare gli spostamenti verso gli ospedali. I benefici andrebbero ovviamente anche a vantaggio dell’organizzazione del sistema penitenziario e della Polizia penitenziaria, alle prese con gravi carenze di organico”.

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