“Difendere il comparto agroalimentare del Friuli Venezia Giulia significa sostenere il lavoro, la sostenibilità, la qualità e la competitività del nostro territorio. Proprio per questo motivo, oltre a esprimere una posizione del tutto favorevole all’istanza, ho aggiunto anche la mia firma alla mozione tematica depositata dal collega Alberto Budai”.
Lo evidenzia la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), ribadendo anche in una nota stampa quanto già espresso questa mattina davanti all’Aula in occasione della seconda giornata di lavori consecutiva, facendo esplicito riferimento alla mozione incentrata sulla modifica delle norme sull’origine delle materie prime dei prodotti agroalimentari.
“Parliamo di un sistema agroalimentare – aggiunge l’esponente pentastellata – che costituisce una parte essenziale della nostra economia e della nostra cultura. Ed è proprio da qui che nasce il nodo politico di questo provvedimento: non possiamo celebrare il valore del ‘Made in Italy’ ma, allo stesso tempo, tollerare al contrario ambiguità e opacità nell’etichettatura dei prodotti”.
“Oggi, purtroppo, si manifesta un grave problema reale e concreto: esistono, infatti, svariati prodotti che vengono presentati come italiani – precisa Capozzi – pur utilizzando materie prime provenienti dall’estero. Questo non è solo un tema tecnico ma, altresì, costituisce una questione di correttezza verso i consumatori e di giustizia verso i nostri produttori”.
“Chi produce realmente sul territorio, rispettando standard elevati, sostenendo costi maggiori e garantendo qualità, non può mai essere collocato – sottolinea infine la rappresentante del M5S – sullo stesso piano di chi, invece, sfrutta il valore del marchio Italia senza condividerne fino in fondo le regole”.
“Questa mozione pone, quindi, una questione molto chiara: è più che mai necessaria una totale trasparenza. Dobbiamo affermare con estrema precisione – conclude Capozzi – da dove arrivano le materie prime e distinguere, senza alcuna ambiguità, tra ciò che è realmente italiano e ciò che viene semplicemente lavorato in Italia”.


