“Non è sufficiente destinare fondi al Sistema sanitario, se poi i cittadini continuano a non trovare risposte tempestive ai rispettivi bisogni di salute. La priorità deve essere chiara: smaltire le liste d’attesa, valorizzare le professionalità sanitarie all’interno delle strutture pubbliche, migliorare l’accessibilità delle prestazioni e garantire alla popolazione il diritto a cure tempestive”.
Lo rimarca con convinzione la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), aggiungendo che “su questi obiettivi è assolutamente necessario concentrare ogni sforzo”, ritornando sul delicato tema del Servizio sanitario regionale e specificando anche che “l’obiettivo deve essere quello di garantire ai cittadini un maggior numero di prestazioni e tempi di attesa più brevi, rafforzando la capacità di risposta del Servizio sanitario regionale”.
“Le liste d’attesa continuano infatti a rappresentare una delle principali criticità del nostro Ssr, lo si percepisce leggendo anche quest’oggi i servizi pubblicati sui principali organi di stampa. Nonostante le ingenti risorse destinate nel tempo al loro contenimento, questo è ormai un dato di fatto e molti (troppi) cittadini – aggiunge l’esponente pentastellata in una nota stampa – continuano a incontrare difficoltà nell’accedere tempestivamente a visite specialistiche ed esami diagnostici, con il rischio di dover attendere troppo a lungo per prestazioni spesso necessarie”.
“Per contribuire ad affrontare questo problema, abbiamo quindi presentato un emendamento – precisa Capozzi, alla luce del recente esito dei lavori dell’Aula incentrati sul disegno di legge 95 ‘Misure finanziarie multisettoriali 2026’ – volto a favorire la riduzione dei tempi di attesa e a garantire un accesso più tempestivo alle prestazioni sanitarie. La proposta, tuttavia, è stata bocciata nonostante il nostro obiettivo fosse quello di consentire anche nella nostra regione l’erogazione di preziose visite specialistiche e importanti esami diagnostici nelle giornate del sabato e della domenica, nonché l’ampliamento delle fasce orarie di attività”.
“L’emendamento – sottolinea con rammarico la rappresentante del M5S – recepiva, nella sostanza, una possibilità già prevista dalla normativa nazionale, proponendo di renderla effettivamente operativa anche in Friuli Venezia Giulia. Non si trattava, quindi, di introdurre un principio nuovo ma, al contrario, di utilizzare gli strumenti già disponibili per aumentare l’offerta di prestazioni e rispondere in modo più efficace alle esigenze della popolazione”.
“Prima di stipulare convenzioni che consentano di impiegare professionisti del nostro Ssr al di fuori delle strutture pubbliche regionali, come nel caso della convenzione tra Asufc e Udinese Calcio, riteniamo invece maggiormente prioritario – conclude Capozzi – valorizzare queste stesse professionalità all’interno delle strutture pubbliche, mettendole nelle condizioni di contribuire concretamente all’abbattimento delle liste d’attesa. Se disponiamo di competenze che possono essere impiegate anche al di fuori del normale orario di servizio, la priorità dovrebbe essere quella di favorirne la disponibilità per ampliare l’offerta sanitaria pubblica”.


