DIRE CHE LE UNIVERSITÀ SIANO SPACCATE SULLA REVISIONE DELLO STATUTO DELLA REGIONE E’ STRUMENTALE

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Ieri eravamo presenti all’audizione organizzata dalla Sottocommissione “Autonomia speciale della Regione e riforme costituzionali”, istituita in seno alla V Commissione consiliare. Contrariamente a quanto riportato dai media, non è affatto vero che le università siano spaccate sulla revisione dello statuto della Regione Friuli Venezia Giulia. Questa posizione è stata confermata dagli stessi relatori, i docenti degli atenei di Trieste e Udine, Paolo Giangaspero ed Elena d’Orlando, i quali hanno definito il loro punto di vista come “l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione”.

In realtà il punto di partenza condiviso ieri da entrambi i relatori ha riguardato, invece, la generale situazione di difficoltà vissuta dalle regioni speciali che sono oggetto di una pesante campagna mediatica e politica volta a sostenere l’accentramento statale. È necessario invece ritrovare una comune volontà propositiva nel sostenere una compattezza di intenti allargata a tutta la popolazione che ribadisca,  aggiornandole,  le ragioni e le necessità dell’autonomia.

A questo proposito il titolo del Messaggero veneto (“Università spaccate sul nuovo Statuto Fvg”) – quotidiano quasi sempre molto tenero nei confronti della presidente Serracchiani – punta infatti a creare divisioni e a squalificare l’importantissimo compito che ci attende come Regione nel prossimo futuro.

Uno scivolone o un’interpretazione autentica?

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