RADDOPPIO UDINE-CERVIGNANO: COSTI PIÙ CHE TRIPLICATI

Debora Serracchiani nel novembre scorso ha firmato un protocollo d’intesa con Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) senza neanche chiedersi a cosa potevano servire i 540 milioni di euro preventivati dall’azienda per il raddoppio della linea Udine-Cervignano. La presidente ha accettato senza neanche porsi un interrogativo sul perché fino a due anni fa la stessa Rfi, per la stessa opera, chiedesse meno di un terzo. L’esecutivo regionale ha risposto, infatti, a una nostra interrogazione – perché noi gli interrogativi ce li poniamo – sostenendo che “i costi sono quelli indicati dalle strutture tecniche di Rfi”. Ogni chilometro di quell’opera ci costerà fra i 20 e i 25 milioni di euro e non stiamo nemmeno parlando di una tratta ad alta velocità. Una presa in giro per i cittadini del Friuli Venezia Giulia, uno scandalo da far conoscere a tutti.

Nel settembre del 2012 nell’analisi costi-benefici, allegata al vecchio progetto della Tav Venezia-Trieste, Rfi indicava come necessari 250 milioni di euro per raddoppiare questo tratto. Inoltre, di questi 250 milioni di euro una buona parte – circa 60 – erano destinati al Nodo ferroviario di Udine. In realtà quindi per il raddoppio dovevano essere sufficienti solo 190 milioni di euro. E un paio d’anni dopo anche nell’aggiornamento di programma degli investimenti, che Rfi presenta ogni anno in Parlamento, la cifra stanziata era addirittura di 170 milioni di euro per il completamento del raddoppio Palmanova-Udine, è bene ricordare che fino all’Interporto di Cervignano la linea è già a doppio binario. Proprio partendo da queste incongruenze, avevamo presentato la nostra interrogazione.

Sull’argomento siamo tornati anche lo scorso 16 dicembre nel corso della discussione sulla legge di stabilità. Visto che il tema erano gli investimenti che la Regione era chiamata a fare, abbiamo voluto portato la vicenda in Aula per capire dall’assessore Santoro quale fosse il motivo per cui si arrivasse a questa triplicazione di fondi. In quella circostanza l’assessore Santoro rispose in Aula in modo rassicurante: “Credo che il tema sollevato meriti davvero un momento di riflessione, attendo quindi l’interrogazione in modo tale da dare risposta puntuale a tutti gli elementi”.

Bene, dopo quattro mesi di riflessione abbiamo ricevuto la risposta con la quale veniamo informati che “Relativamente alla stima dei costi per il raddoppio della Udine-Cervignano, si tratta di quanto indicato dalle strutture tecniche di Rfi”. Una riga e mezza per non rispondere, altro che attenta riflessione! Dimostrazione lampante di una giunta incapace o – peggio – capace solo di obbedire a volontà che non sono proprie di questo territorio. Una spesa vergognosa e ingiustificata che se effettivamente sostenuta rappresenterà l’ennesimo spreco nella realizzazione di queste “grandi opere”.