UCCELLI DESTINATI A FIERE E MERCATI: NO ALLE GABBIE PIÙ PICCOLE

In questo caso a rimetterci sono essere viventi costretti all’interno di gabbie molto anguste; a guadagnarci sono esseri umani.

In Consiglio regionale è stato approvato un emendamento alla legge sul benessere animale che consentirà l’uso di gabbie di dimensioni inferiori a quanto previsto dalle legge, per gli uccelli destinati a fiere e mercati ornitologici. Questo emendamento, che si occupa in particolare dei concorsi canori, va contro la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, sottoscritta anche dal nostro Paese e contro numerose norme nazionali che disciplinano questa materia.

In questo caso, però, si va addirittura oltre. È stata inserita anche una “bella” moratoria. L’emendamento prevede infatti che le nuove disposizioni vengano applicate ai provvedimenti sanzionatori in corso. Un’altra vergogna voluta dal Partito democratico che governa questa regione; Pd che ha voluto introdurre modifiche alla norma sul benessere animale, che inizialmente prevedeva tutele decisamente maggiori per questi animali. Oggi creiamo ulteriori animali di serie B. Per il Pd gli uccelli che partecipano ai concorsi canori non possono avere le stesse tutele.

Con una ulteriore modifica, il consigliere del Pd Agnola ha dichiarato che questa previsione vale solo 20 giorni all’anno, ovvero nelle giornate in cui le fiere coincidono con le mostre canore. Ancora più angosciante pensare che la maggioranza abbia voluto fare questa precisazione, come se – siccome sono solo 20 giorni all’anno – ciò possa essere consentito.

Inoltre questo emendamento è in contrasto con alcune sentenze della Cassazione che ha stabilito che, nell’ambito del maltrattamento degli animali, disposizioni di questo tenore possano esser penalmente rilevanti. Vengono tollerate così sofferenze inutili per questi animali che in queste condizioni non possono né volare né muoversi liberamente all’interno di una gabbia, a tutto vantaggio di chi fa profitto con queste manifestazioni.

Abbiamo denunciato queste atrocità in Consiglio regionale perché rimanga agli atti e perché non vogliamo essere corresponsabili di simili brutalità. Non possiamo accettare che gli animali non vengano tutelati in modo adeguato. Nessuna deroga deve essere prevista per chi viene multato per aver commesso un reato di carattere penale. In questo caso a rimetterci sono essere viventi costretti all’interno di gabbie molto anguste; a guadagnarci sono esseri umani. Purtroppo nel Friuli Venezia Giulia sono ancora troppi i politici che mettono altri interessi davanti al benessere degli animali.