CEMENTIZILLO: AMMESSA L’ESISTENZA DI EMISSIONI DI AGENTI CANCEROGENI

Per la prima volta la giunta Serracchiani ha ammesso l’esistenza nel Maniaghese di una fonte rilevante di emissioni diffuse di Pcb, classificati a livello scientifico internazionale come agenti cancerogeni certi per l’uomo.

La questione posta dalla nostra interrogazione a risposta immediata è molto tecnica ma estremamente rilevante dato che riguarda una realtà (quella dei Pcb rilevati nel territorio maniaghese) che dovrebbe da tempo essere monitorata in maniera approfondita.

I Pcb (policlorobifenili) sono dei composti chimici, sintetizzati dall’uomo nel secolo scorso e non presenti in natura né risultanti in maniera accidentale da processi industriali, utilizzati soprattutto in trasformatori e condensatori fino alla messa al bando nel 1988. Per la loro tossicità nei confronti dell’uomo e dell’ambiente sono considerati oggi tra gli inquinanti più pericolosi esistenti, tanto che l’Agenzia internazionale per le ricerche sul cancro (Iarc) di Lione li ha classificati come agenti cancerogeni certi per l’uomo. Lo smaltimento dei Pcb avviene in maniera prioritaria tramite incenerimento ad altissime temperature in appositi impianti per l’incenerimento o coincenerimento di rifiuti pericolosi che devono sottostare a stringenti limiti e norme tecniche di funzionamento. Come evidenziato nei Piani regionali per la decontaminazione e lo smaltimento degli apparecchi contenenti Pcb soggetti e non ad inventario, nonché nella risposta dell’assessore Vito alla nostra interrogazione di luglio, nel Friuli Venezia Giulia non esistono impianti autorizzati allo smaltimento dei Pcb (ma solo al pretrattamento e stoccaggio).

Da dove viene quindi il Pcb rilevato in questi anni nei polli e nelle uova analizzati nel Maniaghese? Ricordiamo oltre al fatto che ad oggi risultano ben 6 polli e 1 campione di uova fuori limite di legge, che tutti i campioni fin qui analizzati (quindi anche quelli entro i limiti) hanno elevate concentrazioni di Pcb rispetto ad altri inquinanti, ma soprattutto che i diversi riscontri evidenziano una diffusione tale sul territorio che non può essere giustificata da sversamenti accidentali puntuali.

Analizzando i risultati dei controlli annuali sulle emissioni eseguiti dallo stesso Cementificio di Fanna negli ultimi 5 anni, scopriamo che l’impianto ha emesso Pcb dal camino principale, pur non essendo autorizzato a smaltire o trattare alcun rifiuto contenente Pcb; e questo nemmeno in quantità esigue (pur entro i limiti fissati dall’Aia): per fare un esempio, prendendo il valore riscontrato nel 2015 come media e immaginando di moltiplicarlo per volumi e giorni di emissione, arriviamo a un’emissione annuale di 4,3 kg! Chilogrammi di una sostanza che è tossica per l’uomo in dosi di miliardesimo di grammo!!

La domanda che abbiamo posto all’assessore Vito oggi chiedeva appunto l’origine dei Pcb emessi dalla Cementizillo dal 2011 al 2016, prima quindi che iniziasse la combustione del Combustibile solido secondario (Css). La risposta dell’assessore è stata semplicemente imbarazzante, sia dal punto di vista politico che da quello scientifico.

Innanzitutto Vito fa notare che il valore riscontrato dai controlli a camino del 2016 è di 0,00093 mg/Nm3, 2-3 ordini di grandezza inferiore rispetto al limite autorizzato (0,5mg/Nm3). Peccato che, in barba a precise indicazione dell’Ispra (Istituto superiore per la ricerca ambientale), tale impianto non dovesse essere proprio autorizzato ad emettere Pcb con tale limite massimo previsto per gli impianti appositamente predisposti allo smaltimento termico di rifiuti speciali, limite che rappresenta il minimo di tutela che deve essere in ogni caso garantito, ma che in sede di rilascio dell’Aia, sempre secondo Ispra, può essere prescritto di valore inferiore rispetto alle normative nazionali. Peccato anche che, se teniamo in considerazione il volume effettivo di emissione della cementeria (ben 320.000 m3/h), il limite indicato nell’Aia si traduce in un’autorizzazione ad emettere fino a 1,4 tonnellate di Pcb all’anno e il valore riscontrato nel 2016 significa che sono stati emessi 2,6 kg di Pcb in tale anno!

Una assurdità, soprattutto in considerazione del fatto che il limite vale anche prima dell’introduzione di rifiuti nel processo termico (conversione che è avvenuta solo in aprile 2017, ben successivamente alle analisi qui considerate) e del fatto che altri cementifici in Italia contemplano emissione di Pcb solo con l’utilizzo di rifiuti come combustibile.

Ma l’assurdità più grande riguarda l’affermazione che i Pcb si formino normalmente durante i processi di combustione, in qualsiasi processo chimico che coinvolga cloruro e carbonio organico o nella combustione incompleta di combustibile che contenga impurità.

Ci dispiace smentire l’assessore, ma è evidente che chi le ha scritto la risposta o non ha ben presente la materia, o merita un Nobel per la Chimica per aver scoperto dei processi sconosciuti alla letteratura scientifica!

I Pcb non si sintetizzano con energia termica (processi di combustione), ma solo si distruggono a 1150 °C; si producono tramite un ben determinato processo chimico, che alla base ha – questo sì – cloruro e composti organici, ma non da qualsiasi processo chimico che li coinvolga!!! Anche perché il brevetto per produrli industrialmente, che la Caffaro di Brescia acquistò presso l’americana Monsanto, fu pagato a peso d’oro, proprio perché il processo era unico!

Inoltre se, come ipotizzato dall’assessore, nel processo di combustione del Cementificio si utilizzassero miscele di olio con impurità, contaminate quindi da Pcb in maniera residuale (cosa che non giustificherebbe comunque tali valori di emissione), vorrebbe dire che non si sono rispettate le leggi che prevedono la separazione e lo smaltimento controllato dei Pcb!

L’unica cosa positiva di questa insensata risposta è il fatto che per la prima volta finalmente si ammette l’esistenza di una fonte decisamente rilevante di emissioni diffuse di Pcb sul territorio maniaghese: non sarà più possibile accettare dagli organi competenti fantasiose ricostruzioni che danno la colpa della contaminazione da Pcb all’incuria dei cortili di un paio di cittadini! Visto che le emissioni del Cementificio sono da anni a disposizione degli uffici regionali e di Arpa, anche solo ipotizzare di incolpare prioritariamente i singoli cittadini è stata a tutti gli effetti una vergognosa presa in giro.