ELETTRODOTTO UDINE OVEST-REDIPUGLIA: MASSIMO SOSTEGNO AI SINDACI. I LAVORI VANNO FERMATI

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“Sono molte le incongruenze emerse nel racconto che il direttore di Terna spa Conti ha fatto oggi in Consiglio regionale sulla realizzazione dell’elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia. Non si capisce perché i costi siano lievitati di ben 16 milioni di euro dopo la Sentenza del Consiglio di Stato, senza una motivazione plausibile, perché si sia voluto continuare con questo progetto quando da ben sette anni si stia lavorando a un elettrodotto sottomarino che metterà in collegamento direttamente la Slovenia con il vicino Veneto e perché le linee della nostra regione vengano considerate da Terna, a piacimento, o vetuste o sovraccariche quando finora hanno saputo reggere le situazioni di maggiore criticità”. Il capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Cristian Sergo mette in risalto le zone d’ombra che riguardano l’elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia.
“Nel luglio del 2015 Terna sosteneva di aver realizzato il 70% dell’opera, avendo speso 70 dei 100 milioni di euro dell’investimento previsto. Oggi abbiamo scoperto che dopo lo stop arrivato con la sentenza del Consiglio di Stato, la spa avrebbe speso ben 86 milioni di euro. Come sono stati spesi questi 16 milioni di euro in più?” si chiede Sergo che punta il dito anche contro l’iter procedurale. “Davanti al Tar Terna ha sostenuto che ha dovuto rinnovare tutto l’iter procedurale con tutte le garanzie richieste. Oggi invece ha affermato il contrario. Il direttore Conti ha più volte insistito sul fatto che altre ipotesi, come quella interrata richiesta dai sindaci coinvolti e dal MoVimento 5 Stelle, non erano sostenibili da un punto di vista tecnico e, a detta sua, ambientale”.
Affermazioni claudicanti che contrastano con il fatto che da 7 anni Terna sta lavorando al progetto dell’elettrodotto interconnector a 380 kv da 1000 mw che collegherà Divaccia in Slovenia con Salgareda in Veneto. “Quest’opera, voluta con legge dello Stato nel 2009, costerà ai cittadini italiani 869 milioni di euro – rivela il consigliere del M5S -. Opera che sarà non solo interrata, ma addirittura sottomarina e senza neanche uno di quei piloni che stanno devastando il territorio del Friuli. Un progetto che dimostra una volta di più l’assurdità dell’elettrodotto aereo Udine Ovest-Redipuglia”.
“È caduto infine spesso in contraddizione il direttore Conti quando ha parlato delle linee attualmente presenti in regione. In base al ragionamento da sostenere, per i vertici di Terna le nostre linee sono una volta vetuste (e quindi a rischio Black out) e un’altra volta sovraccariche (e qui di a rischio Black out). Il tutto per rivendicare l’importanza strategica di quest’opera. I fatti intanto dicono che la rete del Friuli Venezia Giulia finora ha retto senza grossi contraccolpi. Se invece di perdere sette anni di tempo si fosse già realizzato l’elettrodotto italo-sloveno avremmo risolto entrambe le criticità. Ecco perché si dovevano considerare tutte le alternative possibili, cosa che questa procedura di Via non ha mai fatto e quindi è giusto il ricorso dei sindaci”.
“Anche la minaccia della Danieli-Abs di delocalizzare non sta più in piedi visto che hanno potuto investire centinaia di milioni di euro e fare opere di efficientamento energetico grazie alla linea attuale. Abs – conclude Sergo – ha infatti appena ottenuto la certificazione energetica che le farà ottenere enormi risparmi”

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