AGRICOLTURA. CAPOZZI (M5S): DIFENDERE UN SETTORE DI ECCELLENZA DEL FVG

“Molti sono i problemi del settore e per migliorare il sistema c’è la nostra massima attenzione per valorizzare le eccellenze del nostro territorio, ultimamente sotto attacco sotto molti punti di vista. Inquinamento, mancanza di manodopera e burocrazia sono gli aspetti che maggiormente preoccupano gli operatori del settore”.

A dirlo, in una nota, è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi, intervenuta a Trieste nella seduta della II Commissione dedicata alle audizioni delle associazioni di categoria agricole del Friuli Venezia Giulia “sullo stato di un settore minacciato non solo dai cambiamenti climatici – commenta la Capozzi -, ma anche da quelli socio economici e, come sempre, dalla burocrazia”. “Come Movimento 5 Stelle – evidenzia ancora la pentastellata – abbiamo cercato da più di dieci anni di dare alcune risposte concrete per salvaguardare questo settore primario, non solo con la semplificazione dell’autocontrollo per le micro imprese agroalimentari, ma anche con l’attenzione sullo stop del consumo di suolo, messo in discussione non solo da grandi opere inutili e cementificazione incontrollata, ma ultimamente anche dai parchi fotovoltaici che stanno modificando gli scenari della nostra pianura che rischia di diventare da green a blu in pochi anni”.

“Siamo rimasti colpiti dalla risposta data dall’assessore regionale Stefano Zannier sulla tematica delle filiere e dei distretti del cibo, di cui volevamo conoscere quanti e quali siano quelli in fase di attivazione. E’ dal 2021 che il Movimento 5 Stelle ha chiesto alla Regione di puntare sulla diffusione di questi strumenti innovativi che vengono finanziati con importanti risorse dal ministero, ma che in Fvg non sono ancora presenti. Nonostante la legge regionale 10 del 3 marzo 2023 riconosce la loro valenza – conclude la consigliera Capozzi -, abbiamo avuto conferma in Commissione che ad oggi non è pervenuta alcuna domanda per il riconoscimento di questi distretti e ciò causerà un ulteriore problema anche concorrenziale per le nostre imprese, viste come un’eccellenza in tutto il mondo”