LEGGE CONSUMO ZERO DI SUOLO TARGATA M5S

“Nel mio programma c’è il consumo zero di suolo: recupereremo aree dismesse, abbandonate o sottoutilizzate ed eviteremo nuove costruzioni. Con noi, il Friuli Venezia Giulia crescerà di più e consumerà di meno”. Questo recitava il secondo punto del programma elettorale di Debora Serracchiani nel marzo 2013.  «L’Elettrodotto Udine-Redipuglia, la Variante di Dignano, la Palmanova-Manzano, la Terza corsia dell’A4, il raddoppio dell’outlet di Palmanova, la Tangenziale Sud di Udine, la linea ferroviaria Venezia-Trieste ecc. ecc. ecc… ecco come, negli ultimi tre anni, la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia ha messo in atto la sua strampalata idea di “consumo zero di suolo”». Ilaria Dal Zovo, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, snocciola uno a uno i nomi dei progetti dal fortissimo impatto sul territorio portati avanti dalla giunta Serracchiani.

«Dopo tutta questo consumo di territorio, non potevamo più attendere. Per questo – annuncia Dal Zovo -, come sempre attraverso un percorso partecipato, insieme ai cittadini abbiamo redatto una proposta di legge sul vero “consumo zero di suolo” che è stata da poco depositata in Consiglio regionale».

«E pensare che il Friuli Venezia Giulia, agli inizi degli anni 90, era considerato fra i più virtuosi in Italia sotto questo aspetto. Purtroppo – spiega la portavoce del M5S – chi ha guidato la Regione da allora fino ad oggi ha sempre autorizzato opere e consumo di suolo a discapito del nostro territorio. Il risultato è che in questo momento la nostra legislazione non solo non risponde più alle esigenze del territorio e dei cittadini, ma addirittura ostacola il raggiungimento di obiettivi che per noi sono fondamentali come lo stop alla cementificazione di nuovo suolo e il recupero del patrimonio edilizio esistente».

«Nel 2008 abbiamo assistito al blocco del Piano Territoriale regionale, con l’inserimento di una procedura transitoria che ci ha lasciati per anni nel limbo. È stato poi approvato il Piano del Governo del Territorio che non è mai entrato in vigore. Infine, anche a causa di diverse modifiche che la legislazione ha subito dal 2010 ad oggi, ci troviamo in una situazione di empasse irrisolvibile. Non è un caso, infatti, che la nostra Regione, dotatasi di un avanzato strumento di pianificazione territoriale nel 1978, anche per fronteggiare l’emergenza legata alla ricostruzione dopo il Sisma, oggi risulti tra le ultime a livello di governo del territorio, con l’impossibilità di attuare meccanismi di perequazione e compensazione che, oramai, sono di ordinaria amministrazione anche in territori sprovvisti di competenza primaria in materia».

«La situazione ambientale da un lato e la crisi economica dall’altro ci spingono, inoltre, ad agire prima che la situazione diventi irrecuperabile – conferma Dal Zovo -. La recentissima legge regionale 21/2015, una delle tante leggi bandierina della giunta Serracchiani, ha fissato l’obiettivo del “consumo zero di suolo” entro il 2050. La nostra proposta di legge, invece, intende riformare in maniera organica l’intera materia, elevandola a standard europei e introducendo strumenti concreti per portare il consumo di nuovo suolo non urbanizzato a zero entro il 2020. Una riforma organica – chiara nella lettura – senza possibilità di interpretazioni e scorciatoie». 

«Abbiamo il dovere di salvaguardare cittadini, suolo e ambiente. La nostra è una visione di futuro, di pianificazione e di programmazione del territorio regionale che consenta lo sviluppo sostenibile, attraverso una pianificazione di area vasta che spinga sul recupero dell’esistente».

«Questa – conclude la portavoce del M5S – è l’unica strada che riteniamo percorribile per dare chiarezza, certezza e sicurezza ai cittadini del Friuli Venezia Giulia e agli operatori del settore, per creare nuovi posti di lavoro in un settore – quello edile – tra i più colpiti».