SPESE PAZZE: CHIEDEREMO LE DIMISSIONI DEI POLITICI CONDANNATI

«È curioso il metodo utilizzato da Debora Serracchiani per difendere la cosiddetta onorabilità del Partito democratico. A parole la presidente della Regione e vice segretario nazionale del Pd minaccia querele a tutti i livelli nei confronti di chi osa disturbare il manovratore, anzi la manovratrice. Nei fatti “si dimentica” di mantenere la parola dati ai suoi elettori».

«Basti ricordare quello che twittava – allegra e decisa – prima delle elezioni: “I nostri candidati al Consiglio regionale dovranno sottoscrivere un impegno a dimettersi in caso siano raggiunti da avvisi di garanzia”. Buoni propositi che si sono presto volatilizzati. Pochi giorni fa il pm Federico Frezza, per l’inchiesta “Spese pazze” in Consiglio regionale, ha chiesto la condanna per 22 persone per peculato.  Una di queste è un consigliere regionale del Partito democratico attualmente in carica. Si tratta di Daniele Gerolin che rischia una condanna di 2 anni e 3 mesi di reclusione per aver utilizzato i fondi del gruppo del Pd a fini personali. Secondo l’accusa Gerolin nel 2010 avrebbe speso soldi pubblici per pagare alcuni pranzi nella settimana di Ferragosto».

«Ovviamente l’esponente di “spicco” del Partito democratico, nonostante avesse sottoscritto nel 2013 l’impegno chiesto dalla Serracchiani, non si è dimesso né al momento del rinvio a giudizio né l’altro giorno quando il pm Frezza ha chiesto la sua condanna. E altrettanto ovviamente la presidente della Regione non ha chiesto le sue dimissioni, forse, perché la cosa in certi ambienti oggettivamente “fa curriculum”. Dimissioni che, invece, noi del MoVimento 5 Stelle chiederemo nuovamente in caso di condanna!».

«Ecco come Debora Serracchiani difende l’onorabilità del Partito democratico, con il silenzio-assenso sulle parabole giudiziarie dei suoi colleghi di partito. Nel Friuli Venezia Giulia come nel resto d’Italia… dove gli avvisati, i rinviati a giudizio e i condannati del Pd sono all’ordine del giorno».