SOLIDARIETÀ ALLA SCOZIA PER L’OPPOSIZIONE ALLA BREXIT: IL NO DEL MOVIMENTO 5 STELLE

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epa05389175 (FILE) A file picture dated 13 September 2014 shows a Unionist holding the Union jack (L) and the Saltire flag (R) during a march of the Orange Order, a Protestant fraternal organisation, in a show of solidarity for the Union of Britain in Edinburgh, Scotland. According to media reports on 25 June 2016, the Scottish government seeks to begin talks with Brussels about remaining in the EU, adding that a second independence referendum is 'highly likely'. The announcement by First Minister Nicola Sturgeon comes one day after the outcome of the referendum on the British EU membership. By a slim margin 51.9 percent voted in favor of leaving the European Union. EPA/ANDY RAIN

L’autonomia e l’autodeterminazione, giustamente rivendicate dalla Scozia, non sono compatibili con la permanenza nell’Unione europea. Si tratta di un vero e proprio ossimoro. Non possiamo infatti dimenticare che i trattati Ue richiedono una crescente cessione di sovranità da parte degli stati nazionali. Cessione di sovranità che, a cascata, finisce per danneggiare l’attività delle autonomie locali come quelle regionali. Se vuole rimanere autonoma e continuare ad autodeterminarsi la Scozia sbaglia a fare una battaglia per restare nell’Unione europea”. In questo modo la portavoce Elena Bianchi ha motivato il voto contrario del MoVimento 5 Stelle alla mozione di “Solidarietà del Consiglio regionale alla Scozia per l’opposizione alla Brexit”.

“Non si faccia finta che questi sono argomenti nuovi – ha incalzato Elena Bianchi -. Ogni qualvolta si è discusso dell’autonomia della Regione Friuli Venezia Giulia, in molti anche in Consiglio regionale hanno sottolineato quanto questa autonomia sia sempre più a rischio. Autonomia e autodeterminazione vanno infatti di pari passo con la capacità finanziaria di un Paese, con la possibilità di gestire il denaro pubblico. E noi oggi troviamo forti impedimenti nell’esercizio di questi diritti. Basti pensare – ha ricordato la portavoce del M5S – i vincoli di bilancio sempre più stringenti e i pesanti contributi che la nostra Regione deve garantire allo Stato centrale costretto a rispettare i patti internazionali sottoscritti proprio con l’Unione europea”.

“D’altronde, prima del referendum, il futuro della Gran Bretagna fuori dalla Ue veniva disegnato a tinte molto più scure. La realtà oggi è molto diversa. Importanti multinazionali della finanza hanno dovuto poi ammettere di avere sbagliato previsioni. Se vogliamo quindi essere veramente solidali con la Scozia, dobbiamo sostenerla nella sua lotta per l’autonomia, restando però fuori dall’Unione europea e dall’euro”.

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