Riccardi continua a non spiegare alta mortalità seconda e terza ondata

“È incredibile che si cerchino ancora di giustificare i drammatici dati sulla mortalità in Friuli Venezia Giulia durante la seconda e terza ondata della pandemia con l’indice di vecchiaia della popolazione e con l’alto numero di tamponi eseguiti”. Lo afferma il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, Andrea Ussai, dopo la risposta dell’assessore Riccardi alla sua interrogazione sul tema.

“Il rapporto dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore del 17 dicembre – ricorda Ussai – pone la nostra regione al secondo posto in Italia per tasso di mortalità grezza nel periodo 16 novembre – 15 dicembre, con un dato quasi doppio rispetto alla media nazionale e più che quadruplicato rispetto al periodo precedente (17 ottobre – 15 novembre). E va ricordato che a fine ottobre il centrodestra scendeva in piazza per protestare contro il Governo nazionale per le limitazioni anti contagio e a inizio novembre l’Associazione anestesisti denunciava come tutti i posti di terapia intensiva Covid erano occupati da pazienti critici gravissimi”.

“Successivamente l’Istat ha certificato come il Friuli Venezia Giuila sia stata la regione italiana con il maggiore eccesso di mortalità per tutte le cause nel primo trimestre del 2021 con un +23,7% rispetto alla media del quinquennio 2015-2019 – continua il consigliere M5S -, con Udine prima città in Italia in questa triste graduatoria”.

“Invece di fare chiarezza su questi dati – conclude Ussai – l’assessore continua a nascondersi dietro a palesi scuse, visto che la Liguria, regione con il più alto tasso di anzianità in Italia, ha numeri meno gravi, e che i decessi non dipendono certo dai tamponi effettuati. Un’analisi seria dei motivi che hanno portato a questa situazione sarebbe utile nel malaugurato caso di un nuovo aggravamento della pandemia. Naturalmente ci auguriamo che ciò non accada, ma il rischio è di non fare tesoro degli errori commessi e di farci trovare nuovamente impreparati”.