PROLIFERAZIONE DELLE NUTRIE: NO ALL’USO DELLE ARMI

La giunta Serracchiani sta per portare nella commissione competente del Consiglio regionale un disegno di legge per l’eradicazione delle nutrie.

Se verrà approvato così com’è stato proposto, saremo di fronte a un buco nell’acqua perché non risolverà il problema, trattandosi più di un mero regolamento sulla caccia e non di un provvedimento volto a prevenire il problema. Addirittura potrebbe produrre ulteriori danni all’ecosistema visto che le armi da fuoco potranno entrare anche nei parchi protetti. Tutti i soggetti muniti di licenza per l’esercizio dell’attività venatoria, infatti, potranno sparare in ogni periodo dell’anno su tutto il territorio regionale, anche in luoghi, periodi e orari di solito vietati all’esercizio venatorio.

Peraltro limitarsi a regolamentare il semplice abbattimento delle nutrie senza intervenire con ulteriori e necessarie misure a salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità, non rappresenta una novità in quanto già negli anni scorsi era stato attuato con piani di eradicazione che non hanno portato al contenimento del problema. Le risorse economiche che vengono impiegate in questi piani di abbattimento – inutili e crudeli – dovrebbero essere usate, invece, per la tutela delle arginature fluviali e dei canali, limitando l’impatto della nutria sulle colture agricole.
L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha più volte confermato che l’eradicazione di una specie esotica invasiva, quale la nutria, rappresenta un’utopia. Al contrario abbiamo bisogno di un monitoraggio serio e di un piano coordinato, perché le nutrie si spostano da un ambiente all’altro per creare all’infinito nuove colonie. Inoltre, aumentando l’attività venatoria, aumenta anche la loro fertilità in un circolo vizioso senza fine.

Per ottenere risultati dovremmo promuovere un programma di informazione e formazione sui potenziali impatti ecologici ed economici delle specie esotiche invasive definite nel regolamento dell’Unione europea n. 1141/2016, e in particolare sulla nutria; investire le risorse in progetti di sterilizzazione e interventi tesi al miglioramento e al riequilibrio ambientale proteggendo e potenziando gli antagonisti naturali di questi roditori, come le volpi, adottare azioni di mitigazione e ripristino degli habitat danneggiati dalle popolazioni di nutrie. Per questo presenteremo una serie di emendamenti al progetto di legge proposto dalla giunta Serracchiani.

Dopo il fallimento conclamato delle politiche regionali per il problema dei cinghiali, che ha seguito un copione simile, sarebbe doveroso un ripensamento da parte dell’esecutivo regionale che dovrebbe ritirare questo disegno di legge e proporre uno diverso, in grado di individuare le giuste finalità che una legge regionale in materia di salvaguardia dell’ambiente e di tutela della biodiversità deve porsi. A maggior ragione, quando tutti sanno che a Roma è in fase di predisposizione un disegno di legge in materia. Prima bisognerebbe attendere gli sviluppi romani, per poi preoccuparsi delle deleghe che lo Stato ci darà a riguardo.

Non dobbiamo inoltre dimenticare che le nutrie, non sono arrivate da sole in Italia, ma sono state liberate da chi, per anni, le ha sfruttate e uccise per la loro pelliccia. Ancora una volta, ai problemi causati dall’uomo si risponde con lo sterminio e non con la ricerca delle reali colpe e di una soluzione del problema nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità. Senza contare che le carcasse dovranno essere bruciate con enormi spese a carico dei cittadini del Friuli Venezia Giulia.
Per tutte queste valutazioni chiediamo alla giunta Serracchiani di fermarsi e di analizzare con maggiore serietà il problema della proliferazione delle nutrie nella nostra regione.