NUOVA CENTRALE UNICA 118: UN’ALTRA TOPPA PER UN PROGETTO CHE FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI

“L’Ente per la gestione accentrata dei servizi condivisi (Egas), che nel Friuli Venezia Giulia dovrà gestire la nuova Centrale unica 118, non riuscendo a raggiungere il numero di personale necessario per far funzionare la struttura, ha deciso di farsi assegnare sei Infermieri attingendo dalla graduatoria di un concorso regionale del 2015. Un concorso al quale hanno partecipato anche moltissimi neolaureati privi di qualsiasi esperienza. Riteniamo sia quanto meno sospetto pescare degli infermieri da una graduatoria di un concorso regionale che, tra le destinazioni, assolutamente non prevedeva l’Egas. È legale questo salvagente creato dalla Regione o è soltanto un’altra toppa per un progetto che fa acqua da tutte le parti?”. La denuncia è del consigliere del MoVimento 5 Stelle Andrea Ussai.

“Non è una caso che i concorsi per individuare il personale per la nuova Centrale operativa 118 siano stati disertati dagli infermieri con esperienza sul campo – sottolinea Ussai -. La maggioranza di questi professionisti, che attualmente presta servizio nelle quattro Centrali 118 operative su base provinciale, ha ritenuto, infatti, che non siano state fornite adeguate garanzie sul piano organizzativo e congrui riconoscimenti economici per la complessità di lavoro richiesta e per il rimborso delle spese di viaggio che si sarebbero dovute sostenere con lo spostamento della sede lavorativa. In sostanza a queste persone non sono state assicurate le garanzie minime dal punto di vista economico e organizzativo per partecipare a questo progetto”.

“Inoltre in questo momento sono in atto i corsi di formazione per l’utilizzo dei nuovi sistemi informatici per la gestione delle chiamate di soccorso e delle radio, con programmi che non sono ancora stati testati definitivamente per il loro utilizzo integrato. Sembra che questi sistemi presentino criticità pericolose, segnalate fin dal primo giorno di corso. I problemi non sono stati ancora risolti e il rischio è quello di compromettere la sicurezza nella gestione del soccorso. Questo – aggiunge il consigliere regionale del M5S – non potrà che rendere più complesso il lavoro dell’operatore di Centrale che non è, come molti sono portati a pensare, una mera attività di ricezione delle chiamate. La Centrale operativa 118 non è, infatti, un centralino e gli operatori non sono centralinisti ma professionisti sanitari, in grado non solo di ottenere tutte le informazioni necessarie – anche da quegli utenti che chiamano in notevole stato di agitazione – ma soprattutto, a telefonata conclusa, di gestire al meglio l’intervento di soccorso. Insomma, non proprio un lavoro che si impara in appena due settimane di corso”.

“La Centrale unica 118, nata come un progetto interessante e migliorativo, sembra diventata ogni giorno di più uno spot politico da far partire a tutti i costi. Purtroppo i rischi di questo spot ricadranno sia sugli operatori che accetteranno di partecipare al progetto che sui cittadini della nostra regione. Quali rischi comporteranno queste scelte sia per gli utenti sia per chi si troverà seduto a dover gestire urgenze ed emergenze?” si chiede in chiusura Andrea Ussai che su questo caso nei prossimi giorni presenterà una interrogazione.