«No a un’emittente pubblica sempre più subordinata alla politica e ai partiti »

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«Lo sciopero effettuato oggi dai dipendenti della Rai è il giusto segnale da mandare al governo Renzi che, attraverso un taglio di 150 milioni di euro, finirà per renderel’emittente pubblica sempre più subordinata alla politica e ai partiti». La capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Eleonora Frattolin commenta così lo sciopero contro i tagli previsti dal decreto Irpef voluto dall’esecutivo nazionale.

 

«Il rischio è quello di indebolire ulteriormente la qualità dell’informazione, che dovrebbe trovare nella Rai il suo baluardo più alto – aggiunge Frattolin -. Soprattutto nelle regioni periferiche come il Friuli Venezia Giulia non può essere svilito il lavoro di centinaia di tecnici, amministrativi, programmisti e giornalisti che garantiscono ogni giorno un diritto sancito dalla Costituzione italiana: consentire ai cittadini di essere informati».

 

«È incredibile, inoltre, che il governo voglia applicare un taglio del 10% (150 milioni di euro) della quota contrattualmente dovuta per l’adempimento del Servizio Pubblico RadioTelevisivo quando lo stesso Stato italiano deve all’emittente pubblica oltre due miliardi di euro – commenta la portavoce M5S -. Così come è assurdo svendere RaiWay, grazie alla quale viene raggiunto ogni centro – anche il più piccolo e periferico – del nostro Paese, l’unica in grado di trasportare la nuova rete “4g”».

 

«Il governo dovrebbe investire di più su una Rai sempre più emancipata dai partiti, dalle lobby economico-finanziarie e dai grandi investitori pubblicitari. Una Rai sempre più al servizio dei cittadini, capace – conclude Frattolin – di ridurre gli appalti esterni e, finalmente, valorizzare le risorse interne».

 

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