MODIFICHE ALLA LEGGE ELETTORALE FVG: ECCO LE NOSTRE PROPOSTE

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Elezione a consigliere regionale per ogni candidato presidente di una lista o coalizione che superi una determinata soglia di preferenze, solo due mandati per i consiglieri, estensione dei criteri di incompatibilità e ineleggibilità, stop alle candidature in più circoscrizioni e il ballottaggio fra i due candidati più votati alla carica di presidente di Regione. Sono queste le proposte che il gruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale è pronto a mettere sul tavolo dedicato alla riforma della legge elettorale del Friuli Venezia Giulia.

«L’utopia di un sistema bipolare è morta anche nella nostra regione – spiega la consigliera regionale del M5S Elena Bianchi -. È venuto il momento di prendere atto che i poli sono più di due e di conseguenza è giusto che anche i candidati presidenti delle liste che si piazzino terze o quarte e superino un determinato sbarramento debbano conquistare un seggio in Consiglio regionale. Chiederemo inoltre una maggiore severità per quanto riguarda i criteri per essere eletti. Dobbiamo evitare il ripetersi di casi “Mazzolini” che creano solo confusione nell’opinione pubblica. Per noi un consigliere non può fare mai più di due mandati, inoltre – aggiunge Bianchi – non è accettabile che un politico faccia contemporaneamente il sindaco e il candidato consigliere regionale. Basta con la corsa alla poltrona. Se si viene eletti per fare il primo cittadino, si faccia bene il compito per il quale si è stati votati. E se uno è stufo o stanco di fare il sindaco, prima si dimetta e poi corra pure per una poltrona in Consiglio regionale, ma abbia il coraggio di abbandonare i cittadini che lo hanno scelto, senza paracadute».

«Tra le modifiche alla legge elettorale – annuncia la consigliera pentastellata – vogliamo proporre anche il ballottaggio fra i primi due candidati alla presidenza. Ci pare poco rappresentativo un presidente – come nel caso di Debora Serracchiani – che venga messo nelle condizioni di governare il Friuli Venezia Giulia, nonostante la sua coalizione non sia riuscita a conquistare nemmeno il 40% dei votanti. Con il ballottaggio, invece, avremmo necessariamente un presidente più forte perché finirà per ottenere l’investitura dalla maggioranza di chi andrà a votare al secondo turno».

«Infine una considerazione sulla doppia preferenza di genere, battaglia tanto cara al centrosinistra. Non si tratta di una modifica che riteniamo necessaria. Noi cinque consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle siamo l’esempio pratico dell’inutilità di normare una fattispecie di questo tipo, visto che – conclude Elena Bianchi – i nostri elettori, senza alcun artificio aggiuntivo, hanno eletto in Consiglio regionale tre donne e soli due uomini».

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