IMMIGRAZIONE: SI ALLA RENDICONTAZIONE MA SENZA PARALIZZARE LE ATTIVITÀ E FAVORIRE IL BUSINESS

«La cosiddetta Legge “Puglia” del 1995, nata per l’emergenza degli sbarchi degli albanesi in Italia, non va solo modificata – come proposto dal centrodestra – ma proprio superata in quanto inadeguata ad affrontare la situazione attuale. Non possiamo permetterci di costruire l’accoglienza sull’emergenza, e quindi utilizzando grandi centri, sulla base di azioni estemporanee e occasionali». Il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Andrea Ussai commenta così la bocciatura delle proposte del centrodestra per integrare le norme dello Stato in materia di immigrazione.

«Le proposte del centrodestra, infatti, suggerivano soluzioni sbagliate a problematiche reali: dietro il paravento della rendicontazione, si volevano introdurre disposizioni che avrebbero portato alla paralisi degli enti deputati all’accoglienza, costretti ad anticipare le spese, impedendo così l’attività di coloro che non godono di risorse proprie – ad eccezione del proprio lavoro – e favorendo invece coloro che dell’immigrazione fanno un business a spese dei cittadini».

«Il MoVimento 5 Stelle è da sempre favorevole a prevedere modalità di rendicontazione puntuale di ogni spesa che interessi denaro pubblico. Proprio per questo – ricorda Ussai – siamo gli unici ad aver proposto degli emendamenti correttivi, auspicando un voto favorevole dell’Aula, cercando di sanare le lacune vigenti in materia di rendicontazione: il primo problema è chiarire che le strutture già istituite che svolgono funzioni di centro di accoglienza ne seguono anche la procedura e conseguentemente la rendicontazione; la seconda questione riguarda le nuove strutture temporanee, individuate nel caso di estrema urgenza, e che anche queste attività debbano essere rendicontate».

«Dispiace che su tali proposte, oltre al voto contrario della maggioranza, anche il centrodestra si sia astenuto, nonostante abbia propagandato in maniera strumentale il tema della rendicontazione. Evidentemente – conclude il consigliere pentastellato – gli interessi sono diversi dalla corretta gestione del denaro pubblico e dal trovare una soluzione reale che renda meno traumatico l’arrivo dei migranti nel nostro territorio».