IMMIGRAZIONE: COSA VOLEVANO DIMOSTRARE L’ONOREVOLE SALVINI E IL PREFETTO ZAPPALORTO ALLA CAVARZERANI?

Siamo rimasti basiti dal video postato sulla pagina Facebook dell’onorevole Salvini in merito alla visita alla Caserma di Udine dove sono ospitati richiedenti asilo e non immigrati, come affermato dall’esponente politico della Lega Nord. Innanzitutto vorremmo sapere se le riprese, fatte all’interno della caserma, siano state autorizzate perché ci risulta che in questi contesti, come per esempio al Cara di Gradisca, sia vietata qualunque forma di ripresa video. Riteniamo che questa regola sia giusta anche perché serve a tutelare la privacy degli ospiti che – vorremmo ricordare all’onorevole Salvini e al prefetto Zappalorto – scappano da situazioni che mettono a repentaglio la loro sicurezza, siano esse situazioni di guerra o situazioni che limitano la loro libertà di espressione, religiosa o civile.
Non sappiamo cosa volesse dimostrare Salvini con questo video, ma riteniamo che il messaggio fatto passare sia ricco di inesattezze e approssimazioni. È giusto, sì, fare informazione ma utilizzando però dati corretti ed equilibrati in modo da non alimentare odio e falsi miti che sulla rete diventano presto verità. Il prefetto e l’onorevole Salvini, quali alti rappresentanti dello Stato italiano, dovrebbero ben sapere che gli ospiti della caserma Cavarzerani non percepiscono infatti alcun “Pocket money”.
Avvilente poi vedere il prefetto Zappalorto annuire al lamento dell’onorevole riguardo l’odore che si respira all’interno della caserma. Quell’odore si respira all’interno di ogni struttura in cui sono costrette a convivere o a lavorare molte persone di qualsiasi nazionalità esse siano. È innegabile che dobbiamo riuscire a far capire loro le regole vigenti nel nostro Paese, ma l’onorevole e il prefetto dovrebbero tener conto del luogo di provenienza di questi ospiti e della loro difficoltà ad imparare in primis la nostra lingua e del fatto che tra di loro molti non si conoscono. Hanno quindi bisogno di un periodo per imparare a convivere tra loro, oltre che con noi.
I flussi migratori, che stanno interessando tutta Europa, sono numericamente importanti. Entrando dai confini a Nord nella nostra Regione, la destinazione dei richiedenti non può che essere Udine come prima tappa, perché è a Udine che ha sede la Questura, luogo in cui i richiedenti devono presentare domanda di asilo politico o di protezione internazionale. Ed è per questo che sono in tanti alla caserma Cavarzerani, non certo per il passaparola denunciato da prefetto e onorevole nel video. Non vorremmo nemmeno commentare il cartello esposto sul bagno interno alla struttura, ma vista la frase scritta e la volontà esplicitata dal prefetto, sostenuta da Salvini, di scaricare il costo della riparazione sui richiedenti, vorremmo solamente dire che non gli stiamo certo facendo un favore, ma che l’accoglienza è un preciso dovere e obbligo imposto dall’Unione europea perché abbiamo firmato trattati internazionali e ci siamo impegnati a difendere i diritti umani di chiunque ne faccia richiesta, obbligo citato anche dall’art.3 della Costituzione italiana.
Infine, come mai l’onorevole e il prefetto non si sono preoccupati di andare ad incontrare e filmare anche le oltre 50 persone che vivono – se così si può dire – nei sottopassi della stazione di Udine? Quelle persone si sono già viste riconoscere lo status di rifugiato o di protezione internazionale, ma allo stato attuale non hanno un luogo dove poter dormire, lavarsi o mangiare.
Caro onorevole Salvini, dovrebbe preoccuparsi di formulare proposte concrete per governare questo fenomeno che non si fermerà di certo o proposte per favorire l’inclusione di questi esseri umani nella nostra società. Ad esempio, spinga i comuni che sono governati dal suo partito a inviare la domanda per partecipare al bando Sprar che scadrà a fine anno. Le possiamo dire da subito che se tutti i comuni aderissero a questo progetto, non esisterebbero più strutture come la caserma Caverzerani o il Cara di Gradisca ma l’accoglienza sarebbe di sicuro più umana e meglio gestita. I bandi Sprar prevendono, inoltre, la rendicontazione di tutte le spese effettuate e quindi avremmo anche un controllo su come le risorse statali, da voi ritenute sprecate, vengono effettivamente impiegate.
Caro prefetto Zappalorto, il suo compito non è certo quello di avvallare questo pressapochismo intollerante o le posizioni politiche dei vari leader. Il suo compito è quello di creare le condizioni per realizzare una società inclusiva, rispettosa delle regole, dove possano convivere tutte le etnie in modo pacifico e tollerante. Queste sono le basi e i presupposti per ottenere una crescita della nostra società, che non può certo alimentare l’intolleranza e lo scontro tra fasce deboli.