FVG Rimborso forfettario ai consiglieri assenti. M5S ha espresso un voto contrario agli emendamenti della casta

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«Alcuni organi di stampa hanno preso un granchio. Il MoVimento 5 Stelle, come è ovvio, ha espresso un voto contrario agli emendamenti che hanno annullato il taglio del rimborso spese forfetario ai consiglieri e assessori in caso di assenza per malattia o di missione per conto della Regione. Emendamenti approvati – con gioia – da tutti i partiti tranne M5S. Basta dare un’occhiata al verbale della seduta del Consiglio regionale del 24 luglio scorso». A mettere i puntini sulle “i” è la portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Elena Bianchi.

«Un primo emendamento è stato presentato da Cargnelutti (Ncd-FdI/An), Riccardi(Pdl/Fi), Colautti (Ncd-FdI/An), Tondo (Ar), Paviotti (Cittadini) e Shaurli (Partito democratico), mentre il successivo subemendamento è stato firmato da Ciriani (Ncd-FdI/An) – ricorda la consigliera M5S -. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Grazie a questi avveduti politici di professione, tutti i consiglieri regionali non solo possono ottenere il rimborso forfettario – esentasse – quando stanno a casa per malattia, ma addirittura, quando sono assenti per “impegni istituzionali”, riescono a fare “bingo”, intascando sia il rimborso forfettario – sempre esentasse – che il rimborso delle spese di missione già approvato».

 

«La cosa triste – aggiunge il portavoce M5S Cristian Sergo – è che mentre il Consiglio approvava questa norma, allo stesso tempo noi presentavamo emendamenti per il reale dimezzamento dell’indennità dei consiglieri regionali con tanto di reazione scomposta della presidente Serracchiani (“non dovete ritenervi migliori degli altri”) e di alcuni “colleghi” che ci hanno accusato addirittura di “rubare lo stipendio”, arrivando ad affermare che un consigliere regionale malato, magari disteso a letto, può comunque svolgere i suoi compiti. Evidentemente – sottolinea il portavoce M5S – in Consiglio regionale il telelavoro funziona già ma non ce ne siamo accorti».

 

«Ad ogni modo, coerentemente con il nostro voto contrario di luglio, e come già fatto molte altre volte da quando siamo in Consiglio regionale – conclude Bianchi -, noi portavoce del MoVimento 5 Stelle rinunceremo a questo ennesimo privilegio castale».

 

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