DRAGAGGI DEL CORNO: CONCESSA PROROGA FINO A MARZO 2017 NELLO STESSO GIORNO IN CUI VIDONI SPA E’ STATA DICHIARATA FALLITA

«Quale destino hanno i dragaggi del fiume Corno?». La domanda – l’ultima di una lunga serie da tre anni a questa parte – è del portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Cristian Sergo che su questa annosa vicenda dei lavori “urgenti” di dragaggio sta per depositare l’ennesima interrogazione in Regione.

«I lavori – ricorda Sergo – dovevano essere consegnati il 26 marzo 2016. Invece di prevedere le giuste sanzioni per la mancata ultimazione dell’opera, l’assessore Santoro a seguito di una nostra interrogazione ha definito i ritardi “fisiologici” e quindi non c’erano responsabili da individuare. Non contenta l’esponente della giunta Serracchiani il 12 luglio scorso è arrivata ad affermare, mostrando la solita convinzione, che i lavori sarebbero terminati entro un mese e che mancavano “alcuni dettagli squisitamente burocratici”. Ebbene da allora si è saputo poco o nulla sulla vicenda. Un silenzio purtroppo tipico per questa amministrazione regionale, rotto solo dall’ennesimo annuncio di metà ottobre quando la Santoro dichiarava che i dragaggi fossero “alle battute finali”. La proroga ottenuta fino al 31 agosto 2016, infatti, è stata fisiologicamente disattesa. Anzi – aggiunge il portavoce del M5S – esattamente un mese dopo le incaute promesse dell’assessore Santoro in agosto la Vidoni spa ha richiesto alla Guardia Costiera di Porto Nogaro un’ulteriore proroga di due mesi. Sulla base di quali motivazioni non è dato sapere. Forse è stata approvata un’altra variante nel massimo riserbo!?».

«Ma il giallo dei dragaggi del Corno è destinato a infittirsi con gli ultimi sviluppi – racconta Sergo -. La data cruciale è quella del 28 ottobre 2016, una data tristemente famosa per la pronuncia della sentenza di fallimento della Vidoni spa. Ecco cosa è accaduto nell’arco di poche ore: la Regione Friuli Venezia Giulia, che aveva da pochi giorni sostenuto che i lavori erano alle battute finali, invia una nota alla Guardia Costiera di Porto Nogaro affermando che il termine dei lavori è stato procrastinato al 31 marzo 2017. La stessa Vidoni spa presenta una istanza di proroga della validità delle autorizzazioni già rilasciate dalla Guardia Costiera che a questo punto concede la proroga. Come anticipato precedentemente, nelle stesse ore, però, viene emessa anche la sentenza di fallimento della società friulana. Strane coincidenze su cui ovviamente chiediamo venga fatta la massima chiarezza da subito, visto che la Regione – attacca il consigliere pentastellato – non poteva non sapere che dal 6 ottobre 2016 la Procura della Repubblica aveva avanzato istanza di fallimento della Vidoni spa dopo aver rigettato il piano concordatario presentato in Tribunale».

«La stessa Guardia costiera ritiene che la propria autorizzazione alla proroga rilasciata lo scorso 28 ottobre non si sia mai perfezionata in virtù della sentenza di fallimento dell’azienda. Per queste ragioni l’ufficio marittimo ha dovuto effettuare nuove valutazioni sul rilascio della stessa e quindi revocare l’ordinanza con cui rendeva nota la proroga dei lavori al marzo 2017 giungendo alla successiva revoca il 31 ottobre scorso».

«La parte peggiore della vicenda – conclude Sergo – è che attualmente i lavori risultano sospesi e non si conosce nemmeno la data in cui potranno riprendere atteso che per la loro ultimazione sarà necessario individuare un nuovo operatore. Il tempo passa e chi attendeva i dragaggi da 20 anni e ha creduto nella salavatrice della Patria dovrà attendere ancora e la Ziac, dovrà subire l’ennesimo colpo».