CRIMINALITA’ ORGANIZZATA: LA MAFIA FA BUONI AFFARI ANCHE NEL FRIULI VENEZIA GIULIA

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È stata pubblicata la relazione della Direzione Investigativa Antimafia riguardante il primo semestre 2016. Nessuna novità dal nostro punto di vista, solo conferme di quanto stiamo sostenendo da oltre due anni da quando abbiamo portato il tema in aula arrivando poi a depositare una nostra proposta di legge “Antimafia”. Nella premessa della proposta, infatti, avevamo già ricordato come secondo gli inquirenti “il territorio della regione Friuli Venezia Giulia, in virtù della particolare posizione geografica sta diventando sempre più oggetto di interessi da parte di gruppi familiari residenti sul territorio e collegati al crimine organizzato: essi cercano di insinuarsi nei settori economici della regione in maniera occulta enormi quantità di danaro proveniente da attività illecite. Le infiltrazioni mafiose, quindi, non trovano forme evidenti e clamorose di manifestazione, se si effettuano sporadici episodi estorsivi, ma si traducono nella partecipazione societaria o nel finanziamento di imprese oltre che nel settore degli appalti pubblici, assai rilevanti, ove si considerino i grandi progetti realizzati o programmati in questa regione e relativi al settore della viabilità, della logistica portuale e dell’edilizia residenziale turistica”.

Inoltre avevamo aggiunto che “l’economia regionale si presta per attività di reinvestimento di capitali illeciti nei settori del commercio di capi di abbigliamento, ristorazione ed attività ricreative”, facendo riferimento a quanto sostenuto nelle precedenti relazioni della Dia e della Dna.

Non siamo “gufi” e non siamo neppure veggenti. Siamo invece comuni cittadini capaci di leggere i segnali inequivocabili lanciati dalla magistratura e, nel nostro caso – grazie al MoVimento 5 Stelle – anche legiferanti. È di pochi giorni fa l’ultima notizia – di una lunga serie – riguardante le infiltrazioni mafiose nel Friuli Venezia Giulia con il coinvolgimento di due negozi all’interno del Pradamano Shopping center della catena Bennet. Resta ancora ferma ai box invece la nostra legge “Antimafia” depositata in Consiglio regionale nel novembre del 2015.

Purtroppo in Regione si continua a non voler affrontare il problema. Tanto per fare un esempio abbastanza recente, tre mesi fa, durante la discussione della legge sul Commercio, volevamo inserire nel testo un concetto innovativo per la nostra regione: quello di promuovere una serie di iniziative per contrastare – attenzione, contrastare non prevenire! – le infiltrazioni mafiose proprio nel mondo del commercio, come auspicato dalla stessa Confcommercio. Come ha risposto la giunta Serracchiani a questa nostra sollecitazione? L’esecutivo ha sentito la necessità di intervenire presentando un proprio emendamento che, però, non facesse alcun riferimento alle parole “infiltrazioni criminali”.

La mafia non esiste, si diceva un tempo, ma – purtroppo – fa buoni affari in Friuli Venezia Giulia.

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