TERRITORIO: IN FVG IL CONSUMO DEL SUOLO E’ FISSO DA ANNI AL 9% DELLA SUPERFICIE COMPLESSIVA

Parlare di un territorio “in positiva controtendenza” come fa l’assessore Santoro, ci pare francamente una presa in giro.

Sul consumo di suolo nella nostra regione l’assessore Santoro non dice tutto. La legge voluta dalla giunta Serracchiani, infatti, non può aver prodotto un risultato positivo come attesto dallo stesso Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Analizzando questo provvedimento legislativo, Ispra conferma che si tratti di una norma – in teoria – più stringente ma che – nella sostanza – consente la distruzione di nuovo territorio del Friuli Venezia Giulia.

Ricordiamo soprattutto all’assessore Santoro che l’Istituto è “un ente pubblico di ricerca, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia tecnica, scientifica, organizzativa, finanziaria, gestionale, amministrativa, patrimoniale e contabile, sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare”. Ecco allora le testuali parole dell’Istituto in merito al consumo di suolo nella nostra regione:

“Osservando le tendenze, se da un lato i dati sulla variazione regionale annuale 2015-2016 mostrano che, almeno nell’ultimo anno, il consumo pro capite è stato tra i valori più bassi regionali – dall’altro lato la perdita complessiva di circa 49 ettari, di cui 30 ettari nella sola provincia di Udine, indica che in Fvg si continua a consumare suolo, nonostante la popolazione sia praticamente stabile. Inoltre, l’analisi per zona altimetrica della carta del consumo di suolo 2016, mostra che il 61% delle aree consumate si è localizzato in pianura e il 27% nella fascia collinare, che sono le zone più vocate per l’agricoltura”.

Di fronte a queste affermazioni, parlare di un Friuli Venezia Giulia “in positiva controtendenza” come fa l’assessore Santoro, ci pare francamente una presa in giro.

Ispra dà un giudizio tutt’altro che lusinghiero. Secondo l’Istituto “se da un lato questa normativa introduce condizioni più stringenti da dimostrare e documentare nel caso in cui i piani e le varianti prevedano nuove zone industriali e commerciali, dall’altro tali condizioni sono rivolte all’ulteriore fabbisogno insediativo rispetto a quello già previsto negli strumenti urbanistici, facendo salve le previsioni non attuate degli strumenti urbanistici vigenti”.

Forse l’assessore Santoro dovrebbe leggere con maggiore attenzione il rapporto sul consumo del suolo realizzato dall’Ispra. A leggere le sue affermazioni sembra infatti di vivere in un’isola felice, in cui c’è spazio per tutto e tutti e soprattutto, dove si registra un’inversione di tendenza rispetto al resto d’Italia in merito al consumo di nuovo suolo inedificato, ciò grazie ai provvedimenti normativi del 2015 e ai contributi per il riuso di immobili abbandonati nei centri storici.

Guardare chi sta messo peggio di noi e vantarsi della situazione leggermente migliore in cui versa il nostro territorio non è un’argomentazione che può essere condivisa, anche perché l’assessore dovrebbe tener conto di parametri quali la superficie complessiva delle aree e il rapporto con i cittadini e le attività economiche residenti. Nella stima del consumo di suolo a livello regionale effettuata dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) la percentuale in relazione alla superficie territoriale (che ovviamente comprende anche le zone montane e la laguna come si vede in modo nitido nella tabella allegata), fornisce valori non certo tranquillizzanti e piuttosto costanti, anzi, in lievissima crescita (nel 2015 infatti la percentuale era del 8,90%, nel 2016 del 8,91%), ponendo la nostra Regione sopra la media nazionale dell’8%, assieme proprio a Lombardia, Veneto, Campania ed Emilia Romagna, territori che ci precedono in questa triste classifica.

Il dato comunicato dall’assessore regionale si riferisce unicamente alla percentuale di incremento di consumo di suolo registrato tra il 2015 e il 2016 (per cui la media nazionale è dello 0,2% e quella del Friuli Venezia Giulia è dello 0,07%). La matematica non è un’opinione, il consumo di suolo annuale in Regione è costante con valori che arrivano quasi al 9% rispetto alla superficie territoriale complessiva. Non per vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto, ma leggere questi dati come un successo e concreto risultato verso il raggiungimento dell’obiettivo del consumo zero di suolo nel 2050 assume valenza meramente pubblicitaria.

Stiamo parlando quindi di marketing territoriale di un territorio che non c’è più.

Lo stesso può dirsi per il successo delle politiche contributive attuate dalla giunta Serracchiani che, come precisato dall’assessore tecnico, hanno portato al recupero di ben 745 alloggi in 191 Comuni della Regione (cioè una media di 4 alloggi per Comune) alla modica cifra di 31 milioni di euro (62 miliardi del vecchio conio!), misure pensate da ricchi per i ricchi, ma non certo destinate alla maggioranza dei cittadini (e i numeri purtroppo lo dimostrano).