Concorrenza di Slovenia, Austria e Croazia, il MoVimento 5 Stelle chiede misure straordinarie per sostenere le imprese italiane.

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Prodani: «Va rivisto il patto sottoscritto nel 2010» Comunicato stampa del 15 settembre 2013  

«Vanno attuate misure straordinarie, a tutti i livelli, per fronteggiare la concorrenza di Slovenia, Austria e Croazia visto che la situazione economica del Friuli Venezia Giulia è il risultato, oltre che della crisi strutturale del Paese, anche di una disparità che, dal piano burocratico a quello fiscale, non permette alle aziende locali di competere ad armi pari con quelle situate solo a qualche chilometro di distanza, ma oltre confine». I deputati del MoVimento 5 Stelle Aris Prodani e Walter Rizzetto hanno depositato una interrogazione al ministro dell’Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni. I due esponenti M5S chiedono che venga rivisto il patto sottoscritto nel 2010 che «a causa del progressivo peggioramento delle condizioni economiche – sostengono -, costituisce un ostacolo alla ripresa del tessuto produttivo locale».

Il 29 ottobre 2010 l’allora ministro dell’Economia dell’ultimo Governo Berlusconi, Giulio Tremonti, aveva infatti sottoscritto con il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo un patto che garantiva allo Stato 770 milioni dalla Regione – suddivisi in due anni – per l’attuazione del federalismo fiscale, intervenendo tra l’altro su alcune fonti dell’autonomia finanziaria della Regione a Statuto speciale. «La Regione Friuli Venezia Giulia è costretta, infatti, a rispettare le condizioni previste da questo patto – ricorda Prodani – malgrado l’aggravarsi della crisi economica che ha reso sempre meno competitive le aziende locali rispetto a quelle presenti in Austria, Slovenia e Croazia, avvantaggiate in particolare dalla fiscalità “di vantaggio”e dal costo dell’energia inferiore di circa il 30% rispetto a quello italiano. Una situazione che sta mettendo in ginocchio in particolare i tabaccai, i veterinari, le officine e le carrozzerie dell’Isontino».

Problematiche, queste ultime, evidenziate dalla lettera di Federmotorizzazione, inserita nell’interrogazione presentata da Aris Prodani, segretario della commissione Attività produttive, e firmata anche dal collega Walter Rizetto, vice presidente della commissione Lavoro della Camera.

«Gorizia rischia il definitivo collasso dopo anni di incuria da parte di una classe dirigente, politica ed economica, incapace di sfruttare e creare nuove opportunità date dalla nuova centralità in Europa – attacca il consigliere comunale M5S Manuela Botteghi -. Così dalla nuova situazione abbiamo ricevuto solo gli aspetti negativi di una concorrenza difficile da battere con i soli strumenti delle singole imprese e dei lavoratori. Per questo – afferma Botteghi – serve un intervento straordinario da parte di Stato e Regione che permetta al nostro territorio di ripartire alla svelta, prima che sia troppo tardi».

«La Regione deve rinegoziare il patto di stabilità e riuscire a dare respiro alle imprese che attendono i loro compensi da tempo – aggiunge il consigliere regionale M5S Ilaria Dal Zovo -. Le piccole medie imprese sono il tessuto economico della nostra Regione. Si dovrebbe puntare al rilancio dell’economia interna proprio potenziando e favorendo lo sviluppo e l’adeguamento tecnologico delle nostre aziende per far sì che diventino più competitive e all’avanguardia. Incentivare quelle che già seguono e adoperano tecnologie avanzate. Potenziare e migliorare la rete d’impresa interna e pubblicizzare ogni tipo di fondo europeo e regionale esistenti che operano a sostegno delle nostre imprese – sostiene Dal Zovo -. Questo sì che ci potrebbe aiutare ad essere speciali».

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