A2A MONFALCONE: SULLA PROROGA DELL’AIA CHI DICE LA VERITÀ?

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Carbon Dioxide. 3D. Carbon Dioxide Causing Global Warming XXL

Quando è diventata di dominio pubblico la notizia che l’Autorizzazione integrata ambientale del 2009 alla Centrale termoelettrica di Monfalcone era stata raddoppiata dal ministero, l’assessore all’Ambiente Sara Vito era letteralmente caduta dalle nuvole, del tutto ignara – a suo dire – delle decisioni prese a livello nazionale. La smentita, purtroppo per lei, è arrivata direttamente dal governo Renzi. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti recentemente ha dichiarato, infatti, che un funzionario della Regione Friuli Venezia Giulia partecipava al tavolo di coordinamento Stato-Regione. La giunta Serracchiani pertanto era a conoscenza di quanto, di lì a poco, sarebbe accaduto.

Ecco come viene interpretato il concetto di trasparenza. Una parola tanto usata, quanto oscura nella pratica quotidiana del Partito democratico. È venuto il momento di gettare la maschera e di spiegare ai cittadini di Monfalcone quale iter in realtà abbia avuto questa proroga deleteria.

Intanto sui media, in questo ultimo periodo, si parla spesso di una chiusura progressiva della centrale a carbone. La verità è che il carbone non è più produttivo! Persino la Cina sta chiudendo le centrali a carbone e sempre più frequenti sono le voci di maggiori tassazioni per il carbone che finiranno per rendere questo combustibile fossile, di fatto, antieconomico.

Bene, ma con cosa il Partito democratico pensa di sostituire il carbone? Forse con le immondizie definite, in modo più elegante, “biomasse a filiera corta”?. D’altronde siamo l’unico paese al mondo dove abbiamo trovato un termine affascinante anche per l’inceneritore che la politica chiama “termovalorizzatore”. Una cosa però è certa: riconvertendo il carbone con i rifiuti non si va molto lontano. Dopo l’amianto, il carbone e le polveri sottili i cittadini di Monfalcone dovranno respirare anche nuovi inquinanti molto pericolosi per la salute umana!

Nel Piano energetico nazionale presentato dal MoVimento 5 Stelle si prevede l’abbandono definitivo del carbone in Italia entro il 2020. Per parte nostra, da quando siamo stati eletti in Consiglio regionale, abbiamo chiesto indagini, studi epidemiologici, studi sui fondali, indagini sui licheni per avere dati certi sull’inquinamento nel Monfalconese. Niente di tutto questo finora è stato realizzato. Ora leggiamo sui media che Arpa e Comune di Monfalcone stanno progettando gli stessi studi proposti dal MoVimento 5 Stelle ben tre anni fa. D’altronde a noi interessa il bene dei cittadini, agli altri, probabilmente, solo farsi eleggere o rieleggere e in campagna elettorale se ne escono con questi spot.

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