UCCELLAGIONE: DENUNCIA DEL M5S

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Per quattordici lunghi anni, nel Friuli Venezia Giulia, le reti avevano smesso di mettere a repentaglio la migrazione degli uccelli. Purtroppo oggi la presidente Serracchiani ha deciso di riesumare questa pratica brutale.

Che ci fosse feeling tra la una parte del mondo venatorio e la giunta Serracchiani era cosa a noi già nota ma che si arrivasse alla riapertura dell’uccellagione motivando la scelta con il fatto che, se la Regione non autorizza la cattura degli uccelli, i cacciatori se li procureranno da soli o li compreranno dai bracconieri, travalica ogni limite.

Il provvedimento emanato dall’esecutivo regionale recita così: “Atteso che allo stato attuale gli allevamenti presenti in Regione, con riferimento alle specie Merlo, Cesena, Tordo bottaccio e Tordo sassello e utilizzate come richiamo vivo, non risultano in grado di soddisfare la richiesta proveniente dai soggetti esercitanti l’attività venatoria con conseguente possibile ricorso, da parte di questi ultimi, ad individui di cattura”. Ma la cattura degli uccelli non è un reato? Perché allora non regalare anche un motorino a tutti per scoraggiarne i furti?

Ricordiamo che nel Friuli Venezia Giulia la caccia da appostamento fisso agli uccelli migratori si svolge da anni in violazione della norma quadro nazionale. Nel Friuli Venezia Giulia infatti – caso unico in Italia – tutti i cacciatori possono alternativamente andare a caccia di uccelli con i richiami vivi e dedicarsi ad altre attività venatorie. La norma nazionale, alla quale la Regione non si è mai adeguata, prevede invece l’opzione obbligatoria. Il comma 5 dell’art. 12 della Legge 157/92 afferma: “Fatto salvo l’esercizio venatorio con l’arco o con il falco, l’esercizio venatorio stesso può essere praticato in via esclusiva in una delle seguenti forme: a) vagante in zona Alpi; b) da appostamento fisso; c) nell’insieme delle altre forme di attività venatoria consentite dalla presente legge e praticate nel rimanente territorio destinato all’attività venatoria programmata.”

E non è tutto. La norma quadro nazionale, che il Friuli Venezia Giulia avrebbe dovuto recepire ben 24 anni fa, prevede che il numero dei cacciatori autorizzato a praticare la caccia da appostamento fisso agli uccelli migratori non possa essere superiore a quello dell’annata venatoria 1989-90. Purtroppo però questi cacciatori non sono mai stati censiti e oggi ognuno degli oltre 9 mila cacciatori della regione può quindi detenere addirittura quaranta uccelli selvatici per attirare gli animali a tiro di schioppo.

È su queste basi che la presidente Serracchiani ha deciso di riaprire l’uccellagione? Questa domanda l’abbiano rivolta all’esecutivo regionale – insieme ad altre – con una nota urgente inviata lo scorso 23 settembre. Intanto lunedì 4 ottobre si riapre quindi l’uccellagione senza che la Regione – come quasi sempre accade – abbia ancora risposto.

Vogliamo pertanto ricordare a questa giunta che la fauna selvatica appartiene per legge a tutti i cittadini italiani in quanto “patrimonio indisponibile dello Stato”. E lo Stato siamo noi. Sappiamo bene che in merito il parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) sia possibilista, ma sappiamo anche che serve una delibera regionale che noi non abbiamo trovato e che, molto probabilmente, proprio non esiste.

Aspettiamo quindi fiduciosi la risposta della giunta Serracchiani, ma nel frattempo non possiamo rimanere in silenzio. Lunedì la cattura indiscriminata avrà inizio ed è nostro dovere chiedere tutti i chiarimenti possibili su questa triste vicenda.

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