Sistema cooperativo: lettera dai toni intimidatori della giunta Serracchiani

Prima le parole minacciose in Aula e nelle commissioni, poi le letterine dai toni intimidatori. Nelle ultime settimane la giunta Serracchiani ha scelto questa strategia per cercare di condizionare – inutilmente – l’attività dei portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale.

 

Nel mirino della presidente della Regione in particolare la costante azione di denuncia da parte del M5S riguardante il sistema cooperativo. In una lettera spedita a un consigliere pentastellato Serracchiani chiede infatti di ricevere “formale lettera di scuse per le dichiarazioni quantomeno diffamatorie” pronunciate durante laconferenza stampa organizzata dal MoVimento 5 Stelle il 13 gennaio scorso. La presunta diffamazione cui fa riferimento la vice segretaria nazionale del Partito democratico riguarderebbe i 12.500 euro effettivamente da lei ricevuti da alcune cooperative durante la campagna elettorale per le Regionali 2013 (Assicoop Friuli, 5 mila euro; Celsa, 3 mila euro; Ici coop, 3 mila euro; Aster coop mille 500 euro).

 

Secondo la Serracchiani, il M5S avrebbe insinuato che “in merito al controllo che la giunta regionale avrebbe dovuto effettuare sulle cooperative Coop Ts e CoopCa… la Presidente Serracchiani avrebbe volontariamente omesso di esercitare in quanto destinataria, in sede di campagna elettorale, di un contributo da parte dei predetti Enti pari a complessivi euro 12.500”. Circostanza però mai avvenuta. Della serie: il fatto non sussiste! Come già precisato ad alcuni organi di stampa, nessuno dei portavoce eletti del M5S ha mai detto o scritto che l’attuale presidente della Regione abbia ricevuto finanziamenti dalla CoopCa o da Coop Ts.

 

È stato rimarcato invece che la Serracchiani abbia beneficiato di finanziamenti da alcune cooperative che ricadono sotto il controllo della Regione Friuli Venezia Giulia come si evince dal rendiconto delle spese elettorali sostenute dalla Serracchiani nel 2013. Tra queste non compaiono, infatti, né CoopCa né Coop Ts. Il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle lascia pertanto questa evidente “vicinanza della presidente Serracchiani al sistema cooperativo” – sottolineata anche in sede di conferenza stampa – al giudizio politico dei cittadini, dei soci e dei lavoratori delle società cooperative ridotte a brandelli e – in ultima battuta – degli elettori di questa regione.

 

Nel corso dell’incontro con i giornalisti, i consiglieri regionali M5S avevano soprattutto rimarcato che la giunta Serracchiani – imitando quella Tondo – non avesse esercitato fino in fondo i suoi compiti di vigilanza, non essendo intervenuta in tempo per cercare di salvare la situazione di Coop Ts e CoopCa. Un mancato intervento ancora più grave se si considerano le continue segnalazioni effettuate – a più livelli – dai portavoce del MoVimento 5 Stelle che – è bene ricordarlo – primo fra tutti si era spinto a chiedere il commissariamento di CoopCa e che, unico in questa legislatura, aveva denunciato la grave situazione in cui versava Coop Ts molto prima dell’intervento della magistratura.

 

La legge infatti afferma chiaramente che la Regione può effettuare revisioni straordinarie “…sulla base di esigenze di approfondimento derivanti dalle revisioni ordinarie e ogni qualvolta se ne ravvisi l’opportunità”. Secondo il M5S, almeno per quanto riguarda Coop Ts, le perdite di gestione operativa di livello milionario che si susseguivano almeno dal 2004 dovevano spingere la giunta di centrosinistra a ravvisare l’opportunità di far scattare – quanto meno – la revisione straordinaria. Azione di controllo che solo da poche settimane è stata attivata anche per molte altre società cooperative regionali

 

Ennesima dimostrazione che a parole la giunta Serracchiani bolla per demagogiche e inutili – se non addirittura ripugnanti – le proposte del MoVimento 5 Stelle, per poi abbracciarle molti mesi (o anni) dopo quando – purtroppo – è troppo tardi.

 

Pensare poi di soffocare con azioni dalle sfumature intimidatorie le legittime denunce dell’unica forza di vera opposizione, che rientrano nell’esercizio del normale dialogo e della critica politica tra opposti schieramenti, non fa che testimoniare ancora una volta tutta l’inadeguatezza di questi partiti (che a parole si dichiarano “semplicemente democratici”) che dovrebbero governare il Friuli Venezia Giulia e che, al contrario, pensano esclusivamente a mettere mano a riforme tanto finte quanto dannose e a raccontare frottole – questo sì, in modo perfetto – in questa regione come a Roma.