“SCOMPARSO” IL PIANO REGIONALE DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE

La giunta Serracchiani non conosce neppure l’attuale situazione delle attività estrattive in corso nel Friuli Venezia Giulia.

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Il Piano regionale delle attività estrattive (Prae) doveva essere approvato entro il luglio del 2017. In Consiglio regionale alla nostra precisa domanda, diretta a conoscere “quante attività estrattive sono state e saranno autorizzate in deroga nelle more dell’approvazione del Prae”, l’assessore Sara Vito ha risposto che “le domande di ampliamento delle aree di cave autorizzate da parte di soggetti che abbiano scavato almeno l’80% del volume previsto dal provvedimento di autorizzazione sono: n. 0 autorizzazioni rilasciate; n. 0 procedimenti in istruttoria”.

Peccato che tra le deroghe della LR 12/2016 non vi siano solo le fattispecie di ampliamento citate dall’assessore Vito, ma anche tutte le istanze la cui istruttoria sia iniziata prima (anche di qualche ora) l’entrata in vigore di ennesima riforma – frettolosa – del centrosinistra.

Infatti, consultando il portale internet della Regione, risulta che le procedure di Via relative a progetti di attività estrattive concluse successivamente al luglio 2016 siano ben 8, senza contare le procedure di proroga o le varianti “non sostanziali” che non sono soggette a Via.
Quello però che stupisce non è il dato parziale fornito dall’assessore Vito – generato più dalla solita necessità di fornire un dato giornalisticamente clamoroso, piuttosto che da un’attenta verifica delle procedure sottese – ma soprattutto l’assenza di conoscenza della reale situazione del territorio.

Nell’interrogazione infatti si chiedevano lumi anche sulla ricognizione degli stati di fatto delle attività estrattive al 31 dicembre 2016 (previsto dall’art. 22 della medesima LR 12/2016) e per cui l’amministrazione regionale aveva chiesto a tutti i cavatori di fornire la documentazione integrativa necessaria entro giugno 2017.
Nessuna informazione in ordine allo stato di fatto è stata pubblicata, né è dato modo di conoscere quando il Prae sarà approvato (un discorso analogo vale anche per il Piano regionale di tutela delle acque di cui non si sa nulla dall’ottobre 2015), dati che molto probabilmente – a questo punto – risultano sconosciuti anche dall’assessore regionale competente.

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