SANITA’: L’ESECUTIVO REGIONALE HA PROMESSO UN CORSO DI FORMAZIONE PER DIRIGENTI, VIOLANDO LA PARITA’ DI TRATTAMENTO E LA TRASPARENZA

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«La giunta Serracchiani autorizza corsi di formazione palesemente discriminatori». La segnalazione arriva dal portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Andrea Ussai dopo aver visionato il bando per un corso di formazione per i direttori del Servizio sanitario regionale, scaduto lo scorso 18 novembre.

«Sono assolutamente oscure le motivazioni che portano questo bando a privilegiare oltre agli attuali direttori generali, anche i direttori sanitari, amministrativi e coordinatori socio-sanitari, riservando in via prioritaria a queste figure la partecipazione al corso di formazione. In questo modo, – precisa Ussai – viene limitata la platea di possibili partecipanti, predeterminando – cosa molto grave – il novero dei potenziali destinatari di incarichi così importanti. È molto grave che l’esecutivo regionale approvi un percorso formativo che non preveda la corretta parità di trattamento fra tutti i possibili cittadini aventi i requisiti di legge».

«Per entrare nello specifico del bando, siamo in presenza di una discriminazione oggettiva e marcata nei confronti dei dirigenti di struttura complessa sanitaria. Per questi professionisti vige infatti lo stesso impianto normativo più volte citato nella delibera della giunta Serracchiani, eppure queste persone sono state ignorate dal meccanismo previsto dalla stessa delibera precludendo agli stessi la partecipazione al percorso formativo».

«Oltre al privilegio riservato alla “casta”, composta dalle attuali figure apicali, l’avviso è tutto fuorché trasparente e chiaro rispetto i criteri di scelta dei possibili destinatari del corso. Il bando riserva, infatti, un arbitrio pressoché totale alla commissione – nominata dalla Regione – che dovrà individuare le persone che potranno partecipare a questo corso di formazione e – aggiunge il portavoce del M5S – non è neanche coerente con la delibera in quanto estende il privilegio ai direttori scientifici e ai commissari».

«È un vero peccato che la delibera abbia questa impostazione anche perché, a livello generale, si tratta di una iniziativa lodevole. Finalmente la Regione ha avviato, infatti, un percorso che andava attivato già 20 anni fa. Tutti i bandi pubblici devono però garantire parità di trattamento e trasparenza per tutti i cittadini potenzialmente interessati e aventi i requisiti ad assumere un determinato ruolo. L’impianto attuale, viceversa, fa sconfinare la politica ben oltre gli ambiti di propria competenza, in quanto – conclude Ussai – oltre a scegliere gli attuali direttori generali, “blinda” i dirigenti che saranno scelti in futuro».

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