GRANDE DISTRIBUZIONE: CONTRATTI DI LOCAZIONE IMMOBILIARE CAMUFFATI DA AFFITTI DI RAMO D’AZIENDA ANCHE IN FVG?

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Anche nel Friuli Venezia Giulia le grandi aziende proprietarie dei centri commerciali concedono i locali per l’insediamento dei negozi non attraverso i consueti contratti di locazione immobiliare, ma giustificandoli come affitti di ramo d’azienda. Una pratica quanto meno discutibile sulla quale hanno iniziato a pronunciarsi alcuni giudici (per ora giudici di pace e del lavoro) interessati da varie cause pendenti in tutta Italia. Al più presto va chiarito, quindi, se anche i negozianti della nostra regione – soprattutto i più piccoli e maggiormente indifesi di fronte a questi colossi – abbiano firmato contratti di questo tipo, magari prima della realizzazione o dell’inaugurazione degli stessi centri commerciali.

Per comprendere la gravità di questa pratica bisogna sottolineare che la differenza tra le due tipologie di contratto per i commercianti comporta la rinuncia a diritti e garanzie di solito previste per questi piccoli imprenditori. Ad esempio devono rinunciare al tacito rinnovo contrattuale e alla buonuscita, ovvero all’indennità di avviamento, in caso di risoluzione o scadenza dei termini. Talvolta all’interno del contratto viene inserito anche l’obbligo di licenziare i dipendenti assunti, pena l’applicazione di sanzioni molto elevate. In provincia di Parma alcuni giudici si sono già espressi dichiarando che licenziamenti con queste motivazioni sono da dichiararsi illegittimi, in quanto l’articolo 2112 del Codice civile stabilisce che nel caso di cessione dell’azienda i rapporti di lavoro devono continuare e i dipendenti conservano tutti i loro diritti.

In provincia di Brescia un avvocato di un famoso outlet ha sostenuto, addirittura, “la pacifica ammissione (…) riguardo alla insussistenza del rapporto di affitto di ramo d’azienda, avendo il contratto caratteristiche tipiche ed esclusive della locazione commerciale”, eppure la dicitura di “affitto di ramo d’azienda” era riportata persino nell’intestazione del contratto stipulato. In pratica, quando fa comodo ai centri commerciali si tratta di un “affitto di ramo d’azienda”, in caso contrario diventa improvvisamente una “locazione commerciale”.

Un ultimo giallo riguarda anche le segnalazioni certificate di inizio attività (Scia) che i centri commerciali rilasciano ai Comuni prima di stipulare con i commercianti i contratti di affitto di ramo d’azienda. Sinceramente non si comprende quali siano le attività di “vendita” poste in essere da queste grandi holding segnalate al Comune, tali da poter essere successivamente “affittate”, previa voltura della Scia stessa.

Il tutto si manifesterebbe come un danno enorme per quei commercianti vittime di una politica fatta di annunci (tanti) e spot (molto spesso elettorali) che hanno promesso loro “mari e Monti” (maiuscolo non a caso), ma che si sono trasformati in un vero incubo per imprenditori, anche friulani che malgrado tutto ce la faranno a superare anche queste difficoltà, uscendone a testa alta. E’ a loro che ci rivolgiamo chiedendo di fornirci tutti gli elementi necessari per capire se quanto avvenuto in altre regioni e al centro delle indagini delle magistratura si sta verificando anche nel nostro territorio.

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