GIARDINI INQUINATI: SE NON SI CONOSCONO I RESPONSABILI DELL’INQUINAMENTO DOPO LA BONIFICA SAREMO PUNTO E A CAPO

«Zero risposte dalla giunta Serracchiani e dall’Arpa Fvg in merito alle azioni per mitigare l’esposizione dei cittadini alle fonti di inquinamento. Non basta mettere in sicurezza e bonificare i giardini di Trieste se non si conoscono i responsabili dell’inquinamento. Il giorno dopo, infatti, ripartirebbe inesorabilmente il lento avvelenamento delle nostre aree verdi». Andrea Ussai, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, punta il dito contro le amministrazioni della Regione e del Comune che stanno facendo troppo poco per scoprire i veri agenti contaminanti.

«Inoltre – aggiunge la consigliera M5S Eleonora Frattolin -, dopo essersi accorti solo per “sbaglio” che i giardini della città sono pesantemente inquinati, i politici che amministrano la Regione e il Comune non vogliono assolutamente verificare quale sia la situazione nelle altre aree verdi frequentate dalle famiglie triestine».

«Non siamo certo soddisfatti di quanto ascoltato in commissione – sottolinea ancora Ussai -. Avevamo richiesto l’audizione dell’assessore all’Ambiente Vito e dei tecnici dell’Arpa Fvg per avere informazioni precise sulla tipologia di inquinanti rilevati, su quanto incidano rispetto ai valori complessivi e sulle ipotesi formulate dagli esperti rispetto ai processi di trasporto e di deposizione sui terreni degli inquinanti. Inoltre, oltre ad avere notizie precise sul cronoprogramma delle azioni di messa in sicurezza e bonifica dei giardini, volevamo sapere quali azioni la giunta Serracchiani intenda intraprendere, insieme al Comune di Trieste, per ridurre in maniera significativa le principali fonti di inquinamento».

«Le domande che abbiamo posto nel corso dell’audizione sono tutte rimaste in sospeso – sottolinea il consigliere pentastellato -. Per Regione e Comune siamo in presenza di diverse sorgenti inquinanti. Bene, qual è allora il contributo di ciascuna di queste fonti sul totale nei diversi giardini? Quali sono gli agenti maggiormente tossici? Cosa si farà per ridurre l’esposizione a questi inquinanti?” questi i quesiti sollevati da Ussai che si è soffermato anche sulla relazione dell’Arpa e della Provincia, dello scorso novembre, incentrata sulla contaminazione delle aree abitate di Trieste. “Non è chiaro se l’indagine statistica di Arpa rivolta alle analisi dei profili di policlorobifenili (pcb) e di diossine sia stata già completata. Così come – aggiunge il portavoce del M5S – non sappiamo se sia stato dato seguito alla richiesta, avanzata dalla Provincia, di effettuare delle indagini integrative per il riconoscimento del contributo storico della sorgente siderurgica».

«La Provincia aveva evidenziato come, nei terreni di Trieste ci fosse un contributo di furani (“marker” evidenti di emissione siderurgica) del 20-40 per cento, mentre era molto più contenuto nel pm10 atmosferico, ritenendo quindi non trascurabile l’impatto della componente siderurgica, di probabile carattere storico, su tutta la città. Secondo la Provincia – ricorda Ussai – sono infatti evidenti “sia situazioni di inquinamento diffuso (come il giardino Tommasini), che fenomeni di trasporto a distanza delle alterazioni (come per il Sincrotrone), mentre non è escludibile una situazione di maggiore alterazione a Servola, a causa delle sostanze contenute nelle emissioni prodotte dall’impianto siderurgico. Questo sarebbe supportato dalla presenza di un gradiente distale e direzionale».

«Infine dobbiamo sottolineare che la giunta Serracchiani non ha brillato neppure nell’attività di comunicazione su un argomento come questo molto sentito dai cittadini. Azione prevista esplicitamente dal documento 2016 dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e ritenuta fondamentale per garantire ai cittadini una informazione corretta e puntuale, per mitigare il rischio e per evitare comportamenti scorretti e una percezione distorta degli eventi da parte dei cittadini. Anche in comunicazione – conclude Ussai – il voto dei cittadini è largamente insufficiente».