Fornitura Dpi e strumenti per i vaccini, resta il problema dei controlli

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“Qualsiasi materiale entri in un magazzino di distribuzione centralizzato per la distribuzione in tutte le strutture sanitarie regionali sarebbe dovuto essere controllato con maggior rigore ed attenzione da parte di Azienda regionale di coordinamento per la salute”. Lo sottolinea il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, Mauro Capozzella, dopo la risposta dell’assessore Riccardo Riccardi a una sua interrogazione che fa seguito ai controlli e ai sequestri di dispositivi di protezione individuali da parte della Guardia di Finanza in varie strutture del Servizio sanitario regionale.

“Ci aspettavamo la risposta fornita da Riccardi che ha di fatto declinato ogni responsabilità, individuando nella struttura commissariale nazionale, nell’Agenzia italiana del farmaco e nel Comitato tecnico scientifico i soggetti adibiti a determinati controlli sul materiale fornito” aggiunge l’esponente pentastellato.

“Il problema rimane comunque importante e non risolto, e finisce per interessare gli organi e le persone che ora stanno verificando l’idoneità dei materiali forniti dalla Protezione civile per eseguire le vaccinazioni, secondo quanto previsto dall’articolo. 60 del D.lgs n. 50/2016, a cui tutti i datori di lavoro, tra cui i direttori generali, devono o dovrebbero attenersi sempre – continua Capozzella -. In particolare, per quanto riguarda gli aghi, ci si chiede chi abbia deciso di andare in deroga a quanto la stessa centrale di acquisto Arcs ha ritenuto, in sede di gara, di porre come condizione fondamentale, ovvero la presenza di sistemi di sicurezza per gli aghi”.

“Il testo unico sulla sicurezza e la salute sul lavoro rimarca come il datore di lavoro, in questo caso le Aziende sanitarie, nella scelta dei Dpi, ‘individua le caratteristiche necessarie, tenendo conto delle eventuali fonti di rischio’ e ‘aggiorna la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di valutazione’ – aggiungono i consiglieri Andrea Ussai e Cristian Sergo -. Ma le segnalazioni dei sindacati su questi aspetti sono state evidentemente sottovalutate”.

“Rispondendo a una nostra precedente interrogazione, alla quale non aveva risposto in merito alle verifiche sulle mascherine – concludono i portavoce M5S -, l’assessore Riccardi ha affermato che i dispositivi non ritenuti conformi alla normativa non sono stati distribuiti, ma ciò è vero solo in parte, perché alcuni Dpi non a norma sono stati utilizzati, anche in reparti Covid, fino al sequestro della Guardia di Finanza, e altri potrebbero ancora essere a disposizione nelle residenze per anziani”.

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