Fiumi. Capozzi (M5S): Sicurezza Judrio, Giunta chiarisca sviluppi lavori Molin Novo

“La sicurezza idraulica è fondamentale, ma deve essere perseguita con interventi fondati su adeguate valutazioni tecniche e ambientali, capaci di coniugare la prevenzione del rischio alluvionale con la tutela degli ecosistemi fluviali”.

È questa una concreta preoccupazione legata alla sicurezza delle aree bagnate dai corsi d’acqua del Friuli Venezia Giulia che la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), attraverso un’interrogazione depositata nelle ultime ore, chiede alla Giunta regionale di soddisfare richiamando “la necessità di ottenere precisi chiarimenti in merito agli interventi di messa in sicurezza e ripristino dell’officiosità idraulica del fiume Judrio, in località Molin Nuovo, nel Comune di Cormons”.

“Al centro dell’iniziativa che riguarda questo fiume – dettaglia l’esponente pentastellata, affidando il suo pensiero a una nota stampa che riprende i contenuti della sua istanza – ci sono i possibili impatti dei recenti lavori sull’ecosistema fluviale, sulla morfologia dell’alveo e sulla vegetazione ripariale. Oltre alla loro coerenza con gli obiettivi di tutela ambientale e di riqualificazione previsti dal Contratto di Fiume Judrio e dalla normativa europea sul ripristino della natura. Risulta inoltre strano leggere che sia stato affidato uno studio sull’intero bacino e che siano stati eseguiti dei lavori prima di poterlo ricevere”.

“Attraverso la documentazione da noi presentata auspico inoltre di poter sapere – specifica Capozzi – se, prima dell’avvio degli interventi, siano stati effettuati gli studi sedimentologici previsti e se le opere possano contribuire concretamente a prevenire o a limitare gli effetti di eventi alluvionali come quelli del novembre 2025. Perché, qualora lo siano, ci si dovrebbe domandare come mai non siano stati eseguiti prima, essendo stati approvati già tre anni fa, ben precedenti rispetto gli eventi calamitosi di un anno or sono”.

“L’interrogazione pone infine concreta attenzione – conclude Capozzi – anche sulla destinazione dei circa 14.500 metri cubi di materiale litoide estratto, per sapere se sia stata presa in considerazione la possibilità di valutare l’area individuata per il conferimento come potenziale cassa di espansione del fiume Versa, per contribuire alla riduzione del rischio di allagamenti nelle località di Mariano, Fratta e Versa, invece di riempirla di ghiaia”.

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