ELETTRODOTTO: LA REGIONE DEVE CHIEDERE UNA VALUTAZIONE SULL’INTERRAMENTO DELL’OPERA

In attesa di ascoltare le ragioni di Terna durante l’audizione prevista in IV Commissione – audizione da noi richiesta parecchi mesi fa – abbiamo deciso di presentare una mozione in Consiglio regionale per impegnare la Regione a chiedere alla società per azioni la valutazione dell’alternativa progettuale meno invasiva sul territorio così come richiesto dalla normativa vigente.

Ricordiamo che il 16 maggio scorso Terna ha pubblicato sui quotidiani locali e nazionali un avviso nel quale sosteneva di aver messo a disposizione ulteriori documenti tecnici in merito alla realizzazione dell’Elettrodotto 380Kv Udine Ovest – Redipuglia. Da quella data, secondo la società, ci sarebbero stati 60 giorni di tempo per presentare (di nuovo, per la terza volta!) le osservazioni del pubblico e degli enti interessati. In realtà i documenti sono stati pubblicati solo in data 20 luglio 2016. Questo ha finito per far slittare i termini per la presentazione delle osservazioni al 19 luglio (come riportato sul sito internet del Ministero dell’Ambiente), ma di questa modifica non è mai stato dato avviso al pubblico.

Nonostante questo ennesimo pasticcio burocratico rimane il fatto che la giunta Serracchiani non abbia emesso il proprio parere sull’opera entro i termini precedentemente previsti, cioè il 15 maggio 2016. Inoltre, da quanto riferito più volte dall’assessore in risposta alle nostre interrogazioni, non sarebbe intenzione dell’esecutivo regionale esprimersi su questo tema o, quantomeno, richiedere alternative progettuali.

Noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo già contestato questa decisione in Aula, ma adesso riteniamo giusto e corretto proporre una mozione. A fronte della presentazione di Terna Spa dello stesso progetto già bocciato dalla Soprintendenza alle belle arti e al paesaggio del Friuli Venezia Giulia e dal Consiglio di Stato, chiediamo che il Consiglio regionale si esprima chiaramente e che faccia pressione sulla giunta Serracchiani per pretendere dalla spa la valutazione di un’alternativa progettuale che abbia un impatto minore sul paesaggio e preveda il totale interramento dell’opera.

Siamo sicuri che l’Aula condividerà i nostri intenti e accoglierà la nostra proposta, visto che le forze politiche di maggioranza si erano già espresse in questo senso durante la scorsa legislatura.