DISCARICA DI PECOL DEI LUPI: SARANNO I CITTADINI A PAGARE UN SACCO DI SOLDI PER BONIFICA E RIPRISTINO?

Ritorna l’incubo della discarica di Pecol dei Lupi. Con la sentenza 91 dell’8 marzo 2017 il Tar del Friuli Venezia Giulia ha azzerato, infatti, i provvedimenti di attuazione della legge di assestamento di bilancio 2016 per l’acquisizione dei terreni della discarica. Ricordiamo che la Regione, con legge di assestamento, aveva inserito la previsione per l’acquisto dei terreni di proprietà del Comune di Cormons, stanziando 200 mila euro e concedendo a Isontina Ambiente l’utilizzo dei terreni stessi a titolo gratuito. Successivamente, con due diversi decreti, il direttore centrale della direzione aveva dato attuazione alla norma, trasferendo al patrimonio indisponibile della Regione i beni di proprietà della società Sir srl con la motivazione che si trattava di beni di interesse pubblico.

Ebbene, a seguito di un ricorso promosso dalla società Sir e finalizzato a chiedere l’ottemperanza di una sentenza precedente pronuncia del 2014, lo scorso 8 marzo il Tar ha dichiarato illegittimi questi atti.

In sostanza, la Regione non poteva acquisire quei terreni perché su di essi pendeva già una precedente sentenza definitiva che disponeva la bonifica, il ripristino e la restituzione del bene.

Riteniamo grave che la Regione abbia inserito in una legge finanziaria (la LR 14/2016) una norma elusiva di un giudicato dell’Autorità giudiziaria al solo fine di superare il divieto di utilizzare in tali casi l’istituto dell’acquisizione sanante, disciplinato dal Testo unico degli espropri. Forse la Regione non conosce le normative sovraordinate e i diritti dei cittadini garantiti dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo?

Ciò che ci preme però sottolineare non sono solo i principi violati, ma le conseguenze di questa sentenza. Isontina Ambiente dovrà, infatti, ripristinare le aree della discarica di Pecol, riportando le stesse a un uso agricolo. Cosa significa tutto questo? Che per dare attuazione alla sentenza, Isontina Ambiente dovrà ottenere tutte le autorizzazioni previste e dovrà stanziare una somma cospicua per sanare e bonificare i terreni e restituirli alla destinazione d’uso indicata dal giudice. Questa cosa è gravissima, non solo perché dal 2014 non si è mai fatto nulla per ottemperare alla sentenza, ma perché si è cercato in altri modi di trovare una soluzione a un annoso problema. Tutto questo si traduce in tempo perso, in risorse economiche che Isontina Ambiente dovrà trovare e in spese legali che la Regione dovrà pagare.

Tutte queste spese ricadranno sui cittadini, in particolare quelli della provincia di Gorizia? Se fosse così rimaniamo sempre più esterrefatti dalla superficialità con la quale si affrontano i problemi e dalla forzatura usata per bypassare la sentenza del 2014.

Ora prepareremo interrogazioni a livello comunale e interpellanze a livello regionale per avere risposte in tempi brevi su questa questione. Purtroppo – come sempre – dobbiamo constatare che, al posto della politica, a risolvere i problemi non resta che il Tar e speriamo che a pagare non siano sempre quelli, ovvero i cittadini di questa regione.

Interventi di questo genere impegnano un abnorme uso di soldi pubblici e Isontina Ambiente da qualche parte dovrà pur trovarli.