CONSORZIO DI BONIFICA PIANURA FRIULANA: LE PERSONE NON SONO DEI BANCOMAT!

Irricevibili le lettere che impongono ai soci di pagare i mutui accesi per la realizzazione di opere idrauliche o irrigue per conto della Regione.

Il Consorzio di bonifica pianura friulana (Cbpf) sta spedendo a migliaia di cittadini friulani delle raccomandate per recuperare – si legge nell’oggetto – “quote di proprietà per lavori eseguiti nei bacini irrigui e idraulici del comprensorio”. Queste missive spiegano che nel corso degli ultimi anni sono state realizzate alcune opere idrauliche o irrigue per conto della Regione Friuli Venezia Giulia. Nonostante gli ingenti contributi che la Regione ha versato nel tempo al Consorzio per far fronte a queste spese, l’amministrazione regionale avrebbe stabilito che una parte dei costi debbano essere comunque a carico del Consorzio di bonifica e quindi dei loro soci. In sostanza queste raccomandate invitano i soci del Consorzio a pagare la differenza. Dal tenore delle lettere si evince che ai soci nulla di tutto questo era stato anticipato né erano stati informati su quali opere siano oggetto di contribuzione. Anzi, questi cittadini dovrebbero essere contenti che la cifra richiesta sia solo di qualche migliaia di euro! Silenzio assoluto, ovviamente, sull’obbligatorietà della partecipazione, sulle opere realizzate e sulla loro effettiva utilità, il tutto mettendo i soci di fronte al fatto compiuto. Della serie: pagate e tacete? A nostro avviso queste raccomandate sono irricevibili.

Oltre ai rapporti intrapresi con i soci del Consorzio, desta più di qualche perplessità l’asserita decisione della Regione Fvg di non aver coperto il 100% dell’opera da far realizzare all’ente consortile con la formula della delega amministrativa. Nell’attesa di ricevere i dovuti chiarimenti dall’assessore Shaurli, il quale in questo assestamento di bilancio ha stanziato altri 2 milioni di euro per opere pubbliche di irrigazione, e in attesa di leggere il bilancio consuntivo 2016 del Consorzio non ancora reperibile sul sito del Cbpf è bene ricordare che al 31 dicembre 2015 lo stesso avanzava 20 milioni di euro di crediti dallo Stato, dalla Regione e dal Magistrato delle Acque proprio per lavori in delegazione intersoggettiva e, addirittura, altri 42 milioni per crediti dalla Regione e dalle proprietà per mutui accesi per trasformazione irrigua.

La cifra che viene complessivamente richiesta è pari a 1.168.929,50 di euro. Nella lettera si fa riferimento anche a una decisione presa dal Consiglio dei delegati che avrebbero deciso come ripartire le quote alle varie proprietà. Peccato che il documento consortile (22/c/17) si riferisse ad un mutuo da coprire di 870.624,95 euro, ovvero inferiore di 300 mila euro rispetto a quanto richiesto. Considerato che è già previsto un canone annuale che le aziende e le famiglie versano come contributo annuo consortile, crediamo sia ora di finirla di spremere le famiglie in questo modo, soprattutto senza avvisarle con il dovuto anticipo in merito a quanto, come e soprattutto che cosa debbano pagare. Se le banche chiudono i rubinetti, se Agea ritarda i pagamenti, le famiglie e le aziende agricole di questa Regione non vanno usate dalle amministrazioni pubbliche come un bancomat, considerato le tasse alle quali – come tutti i cittadini onesti – devono già far fronte per vedersi riconosciuti diritti, servizi e opere infrastrutturali!