CESSIONE DELLE AZIONI ATAP SPA DA PARTE DEGLI ENTI LOCALI: PRESSING DEL M5S

Bisogna verificare l’utilizzo appropriato ed efficace dei fondi pubblici impiegati e la regolarità dell’azione amministrativa.

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Un esposto alla Corte dei conti e un pressing continuo sulle amministrazioni comunali coinvolte. Nel mirino del MoVimento 5 Stelle continua a esserci la cessione delle azioni Atap spa da parte degli enti locali che detengono quote della società per azioni che si occupa di trasporto pubblico nel Pordenonese. Tutto questo nonostante le ultime decisioni prese dal sindaco di Pordenone Ciriani che pare abbia deciso di fare retromarcia, accettando una proposta di delibera del centrosinistra che chiede la rimozione del diritto di prelazione sia per soci pubblici che privati (la stessa coalizione, per altro, che la introdusse due anni fa con l’ultima modifica dello statuto).

I consiglieri regionali e comunali del M5S da alcune settimane hanno chiesto alla Corte dei conti di verificare l’utilizzo appropriato ed efficace dei fondi pubblici impiegati e la regolarità dell’azione amministrativa. I pentastellati, preoccupati dalle conseguenze per la cessione delle quote Atap in mano ai comuni del Pordenonese, vogliono che si faccia chiarezza sul legittimo esercizio del diritto di prelazione da parte dei soci come previsto dallo statuto dell’azienda e il possibile caso di conflitto di interessi che coinvolge l’ex presidente del cda di Atap Mauro Vagaggini e amministratore unico di Mva srl, che detiene alcune quote della stessa Atap. Attraverso Mva Vagaggini, infatti, oggi può esercitare il diritto di prelazione – possibilità introdotta con la modifica statutaria del 18 aprile 2016 anche per i soci privati – ed è in grado di acquisire le azioni di Atap messe in vendita tramite bando di gara ad evidenza pubblica, al medesimo prezzo di chi ha regolarmente partecipato e vinto la gara.

Una parte rilevante dell’eposto alla Corte dei conti, infatti, riguarda proprio la convenzione che il sindaco di Pordenone Ciriani ha proposto alle altre amministrazioni comunali che fanno parte di Atap. Una convenzione, pensata per disciplinare la procedura di cessione delle quote pubbliche, che prevede la rinuncia al diritto di prelazione in capo ai soci pubblici aderenti alla convenzione stessa e l’obbligo di cedere le quote ad un prezzo minimo che sarà stabilito da una perizia commissionata da Atap. A questo proposito i consiglieri del MoVimento 5 Stelle ricordano che l’art. 8 dello statuto di Atap prevede il diritto di prelazione dei soci nel caso in cui le quote vengano vendute, senza però distinzioni tra soci pubblici o privati. È corretto ritenere quindi che questo diritto possa essere esercitato sia dai soci pubblici che da quelli privati.

Inoltre la proposta avanzata dall’amministrazione di Pordenone non contempla la preventiva – e quanto mai necessaria – deliberazione dei consigli dei comuni che aderiscono alla convenzione. Si parla solo della determinazione di un prezzo di cessione “minimo” stabilito da una perizia commissionata dalla stessa Atap. Questo, per i consiglieri del M5S, pone un problema di congruità sull’effettiva remuneratività del capitale pubblico messo in vendita, una situazione in evidente contrasto con le recenti determinazioni del Consiglio di Stato. Forti dubbi, infine, anche sulla possibilità che il soggetto aggiudicatario possa ripartire il pagamento del dovuto su base rateale o pluriennale.

Ricordiamo che a firmare l’esposto sono stati i consiglieri regionali del M5S Cristian Sergo, Elena Bianchi, Ilaria Dal Zovo, Eleonora Frattolin e Andrea Ussai e i consiglieri comunali del M5S Giulia Fiorillo e Stefano Della Flora (Fontanafredda), Mauro Rampogna (San Quirino), Fabio Tamai (Roveredo in Piano), Enza Piccinin (Prata di Pordenone), Antonino Iracà e Johnny Didonni (Maniago), Fabio Veronese (Porcia), Samuele Stefanoni, Mara Turani e Danilo Toneguzzi (Pordenone), Paola De Anna e Giampaolo Biason (Cordenons) e Gianfranco Zuzzi (Sacile).

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