Il MoVimento 5 Stelle, come al solito, è tenuto a fare chiarezza.

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«Dopo aver letto l’articolo del Messaggero Veneto che oggi non esita a definire come “dj grillino” Fabio Maddaleni, coinvolto nelle indagini della Guardia di Finanza per indebita percezione di finanziamenti pubblici e false attestazioni di quietanza, il MoVimento 5 Stelle, come al solito, è tenuto a fare chiarezza.

 

Naturalmente sulle indagini si esprimerà chi di dovere ma è bene sottolineare che M5S è del tutto estraneo ai fatti. Nessun portavoce od organizer, infatti, poteva essere a conoscenza di quanto accaduto, anche perché i fatti contestati risalgono agli anni 2008, 2009, 2010, 2011 e 2012, molto prima, quindi, che Maddaleni potesse anche solo pensare di iscriversi a un meetup.

 

Spiace invece notare ancora una volta che queste considerazioni non vengano riportate in modo corretto da alcuni giornalisti, ben più preoccupati a esaltare il suo presunto ruolo di “attivista di primo piano del MoVimento 5 Stelle Lignano” invece delle parole dello stessoMaddaleni: “non ho mai voluto ricoprire alcun incarico”.

 

Fabio Maddaleni, infatti, non ha mai ricoperto ruoli o incarichi nel MoVimento 5 Stlle, non si è mai nemmeno candidato con il MoVimento 5 Stelle, non ha percepito alcun beneficio dal MoVimento 5 Stelle, né, cosa più importante, l’ha mai richiesto.

 

Anzi, proprio M5S, lo scorso inverno, ha puntato il dito contro alcune scelte dell’amministrazione comunale di Lignano che – a nostro parere – ha elargito finanziamenti in maniera superficiale e poco trasparente. A tutt’oggi non siamo ancora venuti in possesso dei documenti e delle attestazioni di quietanza richieste al sindaco Fanottoquasi dodici mesi fa per un’erogazione di denaro di circa 20 mila euro per quella che doveva essere una prima iniziativa e che, stranamente, dopo le nostre rimostranze è stata anche l’unica. Proprio per evitare che casi come quelli del dj di Lignano potessero drenare risorse ai cittadini onesti, a persone che credono nell’associazionismo e nel volontariato e che andrebbero aiutate e non mortificate con questi episodi.

 

È compito dell’amministrazione (comunale ma anche regionale) far sì che episodi del genere non accadano. Quando invochiamo maggiore trasparenza, soprattutto in casi di elargizione di soldi pubblici, lo facciamo proprio per questo. E le azioni del MoVimento 5 Stelle lo dimostrano: dalla lotta per “l’amministrazione cristallina” che ci ha visto denunciare alcuni casi eclatanti di mancata trasparenza negli atti pubblici di enti e partecipate, alla regolamentazione delle campagne elettorali dei partiti e dei loro candidati, fino all’obbligo di dichiarare da chi sono stati sovvenzionati. Iniziative che hanno poi fatto scattare alcune indagini da parte delle magistratura.

 

Siamo inoltre contenti perché da domattina siamo sicuri che conosceremo l’appartenenza politica di tutte le persone che ogni giorno sono protagoniste delle pagine di cronaca del Friuli Venezia Giulia. Magari queste persone hanno mangiato una salsiccia all’ultima Festa dell’Unità e per questo possono essere definite, a pieno titolo, “piddine”. Un passo avanti, insomma, per la correttezza dell’informazione e per un giornalismo sempre meno interessato a fare sensazionalismo sul nulla che non a indagare o riportare i veri problemi di questi territori.

 

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