“Sono più che mai necessarie, quando si valutano le opere di una portata così imponente, trasparenza, coerenza nella programmazione e risposte precise ai cittadini. Diventa sempre più urgente, quindi, l’obbligo di fare chiarezza sullo stato di avanzamento del potenziamento della linea ferroviaria Venezia-Trieste, sui lavori finanziati con risorse del PNRR e sulle prospettive infrastrutturali del collegamento tra Trieste e Monfalcone”.
Lo chiede con determinazione la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), prendendo spunto dall’obiettivo finale dell’interrogazione da lei depositata negli uffici dell’Assemblea legislativa, istanza con la quale chiede esplicitamente alla Giunta di fornire risposte puntuali su interventi strategici per il futuro della mobilità ferroviaria del Friuli Venezia Giulia.
“Al centro della nostra iniziativa – aggiunge l’esponente pentastellata, annunciando la sua iniziativa attraverso una nota stampa – vi sono, innanzitutto, lo stato delle progettazioni ferroviarie tra Trieste Airport, la Stazione centrale di Trieste e Campo Marzio, nonché l’avanzamento dei lavori di potenziamento e velocizzazione della linea Venezia-Trieste, per i quali risultano investiti circa 220 milioni di euro, anche attraverso fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.
“Considerato che gli interventi finanziati con risorse provenienti da PNRR avrebbero dovuto concludersi entro il 30 giugno 2026, l’interrogazione chiede di sapere – precisa Capozzi – se le opere siano state completate nei tempi previsti, se siano state rispettate le scadenze necessarie a garantire il mantenimento dei finanziamenti europei e quali benefici concreti siano stati conseguiti in termini di capacità, velocità e qualità del servizio ferroviario”.
“Particolare attenzione viene inoltre riservata – prosegue – all’ipotesi di un corridoio ferroviario subacqueo tra Trieste e Monfalcone, inserita negli elaborati del progetto di Piano di governo del territorio (PGT), preliminarmente adottato dalla Giunta regionale con la deliberazione 1134 del 31 luglio 2026. Nello specifico, la Carta di identità territoriale ‘Gorizia e Isontino’ contempla la realizzazione di un corridoio ferroviario subacqueo con partenza in prossimità di Campo Marzio e sviluppo fino a Monfalcone, mentre gli elaborati relativi a Trieste e al Carso triestino richiamano il ruolo strategico di questo collegamento per rafforzare la funzione internazionale del capoluogo regionale. Ulteriori documenti del PGT fanno riferimento a un collegamento plurimodale, stradale e ferroviario, tra Ronchi, Monfalcone e Trieste”.
“Una prospettiva – sottolinea ancora la rappresentante del M5S – che solleva interrogativi anche alla luce delle precedenti vicende progettuali. I progetti relativi alla realizzazione di nuove gallerie ferroviarie attraverso il Carso, finalizzate al collegamento tra Ronchi dei Legionari e Trieste, avevano infatti ricevuto pareri negativi dalla Commissione tecnica VIA del Ministero dell’Ambiente nel 2005 e nel 2016. A ciò si aggiungono le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale a Infrastrutture e Territorio, secondo il quale il tunnel Aurisina-Ronchi sarebbe stato stralciato e un gruppo di esperti avrebbe quindi elaborato possibili alternative progettuali, tra le quali il raddoppio dei binari senza ulteriori scavi nel Carso”.
“Da qui la necessità di capire – evidenzia infine l’intervento – quale sia l’indirizzo effettivamente perseguito dalla Regione. Durante la presentazione del PGT in IV Commissione consiliare, infatti, il collegamento tra Trieste e Monfalcone era stato descritto come una delle diverse ipotesi da sottoporre a un’approfondita analisi tecnica, senza riferimenti espliciti alla soluzione di un corridoio ferroviario subacqueo”.
“L’interrogazione chiede pertanto alla Giunta – conclude Capozzi – di chiarire chi abbia proposto tale soluzione, su quali valutazioni tecniche e progettuali si fondi e quale sia il suo effettivo ruolo nella pianificazione regionale. È necessario poter inoltre comprendere come questa ipotesi si concili con le precedenti valutazioni ambientali”.



