“La salute mentale costituisce un pilastro del diritto alla cura e non può certamente diventare un terreno per la sperimentazione di tagli e accorpamenti. Pertanto, attraverso l’interrogazione che depositeremo negli uffici della Regione Friuli Venezia Giulia, chiediamo esplicitamente all’Esecutivo di fare immediatamente chiarezza e di garantire che non ci sarà alcun arretramento della rete di salute mentale sul nostro territorio”.
Lo evidenzia la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che, attraverso una nota stampa condivisa con la collega coordinatrice pentastellata per la provincia di Pordenone, Mara Turani, esprime “forte preoccupazione per le notizie che indicano un possibile ridimensionamento o, addirittura, la chiusura del Centro di Salute Mentale (CSM) di Spilimbergo, con il trasferimento delle attività al CSM di Maniago”.
“Una scelta – aggiungono le due esponenti del M5S – che, se confermata, penalizzerebbe pazienti già fragili, aumenterebbe le disuguaglianze territoriali e aggraverebbe le liste d’attesa e i carichi di lavoro delle équipe residue”.
“È più che mai necessaria una programmazione chiara, trasparente e partecipata della rete dei CSM. Una programmazione – precisa Capozzi – in grado di garantire servizi di prossimità, tempi di attesa ragionevoli e continuità assistenziale. Qualora si verifichino concreti problemi organizzativi o di personale, la risposta non può mai essere quella di chiudere i presidi, quanto piuttosto di investire in risorse e personale. La Giunta regionale ha perciò il dovere di chiarire subito le proprie intenzioni e di garantire che non ci sarà alcun indebolimento dell’offerta di salute mentale nelle Dolomiti Friulane e in tutta la provincia di Pordenone”.
“Il rischio di chiusura del CSM di Spilimbergo – illustra ancora l’intervento delle due rappresentanti del MoVimento 5 Stelle – si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà del Servizio sanitario regionale. Un quadro specifico caratterizzato da tagli, riorganizzazioni e scarsa programmazione della rete territoriale di salute mentale. In un momento in cui sarebbe necessario potenziare i servizi di prossimità, quindi, si rischia invece di smantellarli, costringendo utenti e familiari a spostamenti più lunghi e a percorsi di cura meno accessibili”.
“Chiudere o ridimensionare il CSM di Spilimbergo – evidenzia dal canto suo Turani – significa colpire proprio chi ha più bisogno di continuità terapeutica e di relazioni di fiducia con gli operatori. La salute mentale non può essere trattata come una voce di bilancio da tagliare: ogni riduzione di presidi sul territorio si traduce in pazienti che si perdono, famiglie lasciate sole e servizi sovraccarichi”.
“Per questi motivi, il Movimento 5 Stelle assicura che continuerà a monitorare la situazione, chiedendo incontri con l’Azienda sanitaria Friuli Occidentale, la Direzione regionale della Salute e gli enti locali – concludono Capozzi e Turani – per al fine di ottenere informazioni ufficiali e proporre soluzioni che rafforzino, e certamente non indeboliscano, la rete territoriale di salute mentale”.


