Schengen. Capozzi-Sergo (M5S): Presenza doverosa a presidio valico, applicare Trattato

“Difendere Schengen significa difendere uno dei pilastri fondamentali del progetto europeo – la libertà di circolazione – e, al tempo stesso, tutelare anche la competitività, il lavoro e la qualità della vita delle nostre comunità transfrontaliere. Per questo motivo, oggi abbiamo partecipato al presidio organizzato in concomitanza con il valico italo-sloveno di Stupizza-Robič, al fine di ribadire la necessità di tornare alla piena applicazione del Trattato di Schengen e alla libera circolazione delle persone e delle merci all’interno dell’Unione Europea”.

La consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) ha preso parte questa mattina al presidio transfrontaliero “C’era una volta Schengen”, organizzato da svariate forze politiche, sindacati e associazioni come forma di protesta pacifica contro la militarizzazione delle frontiere e i continui controlli che limitano il Trattato di Schengen.

“Chiediamo che si ponga fine a una narrazione – aggiunge, attraverso una nota stampa condivisa con il collega ex consigliere regionale, Cristian Sergo – che rischia di danneggiare ingiustamente i nostri territori di confine. Inoltre, invece di continuare a prorogare controlli interni all’Unione Europea, si rafforzino piuttosto quelli alle frontiere esterne dell’Ue e ai confini dei Paesi non appartenenti all’Unione, dove si gioca la reale sfida della sicurezza e della gestione dei flussi migratori”.

“La sospensione dei controlli ordinari alle frontiere interne – precisano Capozzi e Sergo – era stata introdotta in un contesto straordinario, legato alle esigenze di sicurezza emerse dopo il grave attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023. Tuttavia, a distanza di tempo, le istituzioni europee indicano chiaramente la necessità di ripristinare la piena funzionalità dell’area Schengen e di superare una situazione emergenziale che non può diventare permanente”.

“Le continue proroghe dei controlli al confine – sottolineano ancora i rappresentanti del M5S – hanno avuto un costo rilevante per il nostro territorio: si stima che abbiano comportato un danno economico superiore ai venti milioni di euro nel solo Friuli Venezia Giulia. Il tema, tuttavia, non è soltanto economico. A pagare il prezzo più alto sono stati infatti i lavoratori, i pendolari e le imprese che ogni giorno vivono e operano in un’area fortemente integrata dal punto di vista sociale ed economico, subendo una minore fluidità degli scambi transfrontalieri e maggiori difficoltà negli spostamenti”.

“Senza dimenticare – prosegue l’intervento pentastellato – il peso in termini di agenti di polizia sottratti al nostro territorio per presidiare i confini, quando sappiamo bene che esiste una concreta situazione di sottorganico. Non a caso, anche il sindacato di Polizia ha evidenziato le criticità di questo sistema, sottolineando come l’attenzione si concentri prevalentemente sui principali punti di ingresso, mentre i valichi secondari restano meno presidiati, riducendo in questo modo l’efficacia complessiva della misura”.

“Anche sul fronte del contrasto all’immigrazione irregolare – concludono Capozzi e Sergo – i dati dimostrano che il numero di passeur intercettati non presenta differenze significative rispetto al periodo precedente alla reintroduzione dei controlli. Tutto questo, ancora una volta, dovrebbe indurre a una riflessione seria in merito all’efficacia delle misure adottate”.

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