Salario minimo, Capozzi (M5S): Appalti pubblici, Fvg segua esempio Campania

“In Campania, il salario minimo negli appalti pubblici è stato inserito tra i primi interventi della nuova legislatura. È una scelta di giustizia sociale e di buon uso delle risorse pubbliche che dimostra come le Regioni possano intervenire concretamente per contrastare il lavoro povero. Il Friuli Venezia Giulia, in tal senso, non può e non deve continuare a restare indietro”.

Lo auspica, affidando il suo pensiero a una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), che rimarca al tempo stesso “l’obiettivo principale della nostra proposta di legge tematica, depositata nel mese di dicembre negli uffici dell’Assemblea legislativa Fvg, mirata a promuovere la retribuzione minima negli appalti pubblici, rafforzando così la tutela del lavoro dignitoso nell’ambito delle attività della Regione”.

“La nostra pdl – aggiunge l’esponente pentastellata, facendo riferimento ai contenuti del documento – si inserisce nel quadro delle politiche regionali a sostegno dei lavoratori, in coerenza con i principi costituzionali e con le indicazioni dell’Unione europea in materia di retribuzione minima adeguata”.

“Lo scopo – precisa Capozzi, evidenziando come il tema della retribuzione minima negli appalti pubblici sia da anni al centro dell’iniziativa politica del MoVimento regionale – è quello di garantire trattamenti economici equi che rispettano i diritti dei lavoratori. Il testo si ispira anche alla sentenza 188 della Corte costituzionale del 16 dicembre 2025, che ha confermato la possibilità per le Regioni di promuovere, nell’ambito delle rispettive competenze, strumenti indiretti di tutela del salario minimo negli appalti pubblici, senza invadere la competenza statale sui livelli retributivi”.

“Già nel corso della passata legislatura – sottolinea la rappresentante del M5S – avevamo promosso iniziative specifiche, intensificando ulteriormente l’attenzione nella legislatura attuale anche attraverso la mozione 21 dell’agosto 2023, purtroppo non ancora discussa. A queste attività si aggiungono numerosi tentativi concreti, tramite emendamenti presentati su quattro diversi disegni di legge, tutti regolarmente bocciati dalla Maggioranza di centrodestra”.

“Ora – conclude Capozzi – il presidente Fedriga non attenda oltre e segua l’esempio della Campania. Utilizzare la spesa pubblica come leva per incentivare comportamenti virtuosi da parte delle aziende, valorizzare il lavoro dignitoso e promuovere equità sociale ed economica costituisce ormai una scelta politica non più rinviabile”.